21Novembre2017

Immagina dal Libro Rosso di Jung

Sessuologia Clinica

  • disturbi relazionali e affettivi
  • disturbo del desiderio
  • sexual addiction
  • disturbi legati alla sfera sessuale
  • Vaginismo e disturbi da dolore sessuale
  • I periodi critici della sessualità femminile:
  • Maternità e gravidanza
  • Il vissuto psichico della donna nel puerperio
  • Menopausa

La terapia psicosessuologica si occupa di dare supporto psicologico a chi ha difficoltà nella sfera sessuale. Essa prende in esame il carico d’ansia che è alla base del disturbo sessuologico. La persona impara a prendere confidenza con il proprio corpo e con la propria sessualità attraverso un percorso personale basato sulla ricerca della consapevolezza.

La terapia si fonda sui principi teorici della psicologia della Gestalt e della sessuologia. Essa si rivolge a coloro che desiderano lavorare su se stessi per migliorare i propri vissuti e le relazioni con gli altri attraverso il riconoscimento delle proprie sensazioni corporee ed emozioni. L'individuo impara a "sentirsi" e a fare un percorso di crescita interiore.

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Vaginismo e gruppi di supporto

È la disfunzione sessuale più diffusa dopo l’anorgasmia ed è caratterizzata dalla contrazione involontaria della muscolatura della vagina che non permette la penetrazione. Il tentativo di avere un rapporto sessuale completo causa dolore.Più precisamente si tratta dello spasmo involontario dei muscoli del terzo esterno della vagina. Esso non ha alcuna causa organica, ma è caratterizzato dal forte timore della penetrazione. Il disturbo presenta diversi gradi di intensità e l’ansia è collegata al rapporto sessuale fino ad arrivare ad una vera e propria fobia che produce lo spasmo.A volte questa difficoltà è riscontrabile in entrambi i partner, lei ha paura di essere penetrata e lui di penetrare per il timore di non riuscire a mantenere l’erezione o di eiaculare in fretta. Sono le cosiddette “coppie ad incastro”, dove la disfunzione sessuale è funzionale al mantenimento della relazione. Cioè, detto in parole povere, il disturbo serve alla coppia per evitare di entrare davvero in contatto con l’altro, per evitare, insomma, l’intimità.In genere entrambi i partner hanno poca esperienza con la sessualità, molti di loro hanno avuto un’educazione severa e permeata di tabù.Spesso queste donne arrivano a richiedere una terapia solo quando hanno deciso di avere un figlio e si rendono conto dell’impossibilità di avere un rapporto sessuale completo.Una caratteristica delle donne vaginismiche è quella di non avere mai effettuato una vera e propria visita ginecologica a causa della fobia di essere toccate, l’altra caratteristica è quella di non usare tamponi vaginali. Alcune di loro si lavano con una spugna gli organi genitali evitando contatti con le mani.

Cosa favorisce l’insorgenza del vaginismo?

Un’educazione sessuofobica che associa la sessualità e il piacere alla vergogna e al senso di colpa. Non sempre alla base ci sono traumi o abusi sessuali, spesso la paura inconscia del parto o della deflorazione basta ad innescare questa disfunzione. Il vaginismo è un disturbo psicosomatico legato al timore di essere “invasa”, di perdere il controllo di se stesse.

In cosa consiste la terapia del vaginismo?

La terapia psicosessuologica prende in esame il carico d’ansia che è alla base del vaginismo, viene inoltre insegnato alla donna a prendere confidenza con il proprio corpo e con la propria sessualità attraverso mansioni da svolgere a casa, quasi sempre con esito positivo.

  • Terapia individuale
  • terapia di coppia
  • Terapia di gruppo:

E' attivo un gruppo terapeutico e di supporto per donne che soffrono o che hanno sofferto di vaginismo o di disturbi da dolore sessuale. Il gruppo si fonda sui principi teorici della psicologia della Gestalt e della sessuologia. Esso si rivolge a coloro che desiderano lavorare su se stesse per migliorare i propri vissuti e le relazioni con gli altri attraverso il riconoscimento delle proprie sensazioni corporee ed emozioni. La donna impara a "sentirsi" e a fare un percorso di crescita interiore. Il gruppo è un'occasione unica per migliorare la consapevolezza di sè attraverso la condivisione di esperienze comuni.

Gruppo Gestalt condotto dalla dottoressa Gabriella Seghenzi e dalla dottoressa Giusi Scopacasa si svolgerà in un ambiente accogliente, scalzi e seduti in cerchio al fine di agevolare i processi comunicativi. E' importante che le partecipanti abbiano la capacità di condivisione, apertura e rispetto per gli altri. Il principio fondamentale su cui si basa il gruppo è la riservatezza e la capacità a mettersi in discussione. Pertanto verrà effettuato un colloquio preliminare gratuito con una delle conduttrici.

Max. 8- 10 partecipanti

incontri a cadenza settimanale

durata degli incontri: 2 ore

per informazioni scrivere una mail a: info@gabriellaseghenzi.it

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I falsi miti del sesso

A cura di Gabriella Seghenzi

tratto dalla rivista on line www.lungotevere.net

Quanto è importante il sesso? Molto, se consideriamo che è qualcosa di imprescindibile dall’essere umano, che è un bisogno primario, che rende l'esistenza più allegra, ma che allo stesso tempo può rovinare le relazioni e cosa non da poco, rendere la vita un inferno… È capace da solo di evocare paure ancestrali e terribili complessi di inferiorità, è insito di una cultura sessocentrica colpevole insieme ai mass media della creazione di falsi miti sul piacere! I film, i racconti erotici, sono pieni di donne che raggiungono l’orgasmo in un batter d’occhio, di coppie che uniti da un amore idilliaco arrivano al culmine del piacere contemporaneamente e non per ultimo, non è difficile vedere performance da contorsionisti, dove la posizione del missionario è solo roba da anziani…

Ridimensionare alcune false credenze sul sesso è importante, per non rischiare di cadere nella trappola dell’illusione e della disillusione, ma soprattutto perché la consapevolezza è il primo passo per soddisfare i propri bisogni e vivere la vita e la sessualità in maniera spontanea e giocosa, senza false aspettative, ma con la serenità e la tranquillità di chi riesce a vivere pienamente il proprio piacere erotico.

Spesso infatti si crede che:

· Se si provano fantasie sessuali verso persone dello stesso sesso si è omosessuali

Le fantasie sessuali sono elementi fondamentali della sessualità ed è sano che ci siano, spesso però provocano sensi di colpa del tutto ingiustificati, soprattutto quando queste sono rivolte a persone dello stesso sesso. Ognuno ha le proprie fantasie e il fatto di sognare di fare l’amore, ad esempio con un amica, non significa desiderare realmente di andarci al letto, insomma di volere mettere in pratica tale fantasia, ma al contrario, può essere un modo innocuo di concedersi con la mente degli “sfizi”, dei piaceri che non hanno nulla a che vedere con la realtà e che, proprio perché fantasticati, non spaventano e aiutano a vivere più serenamente l’eros. Le fantasie sessuali il più delle volte rimangono tali, altrimenti che fantasie sarebbero? Solo se questi pensieri divengono l’unico modo di provare eccitazione, possono creare una difficoltà a chi li vive, per il solo fatto che tutto ciò che diventa esclusivo, può limitare le nostre relazioni e farci allontanare dal vero vissuto dell’intimità con l’altro. Solo in questo caso l’esclusività delle fantasie dovrebbe essere un modo per pensare e riflettere su ciò che si desidera realmente. Inoltre, c’è da dire che l’omosessualità è solo un modo diverso, alternativo di vivere il sesso e che non ha niente di patologico, come invece veniva considerata anni fa.

· Con la penetrazione l’orgasmo non arriva: ho un problema

La convinzione che l’orgasmo debba avvenire necessariamente nel corso del rapporto sessuale ha creato non poche difficoltà nelle donne che pensano che la forma migliore del piacere debba essere raggiunta attraverso la penetrazione. Nonostante si parli di orgasmo vaginale e orgasmo clitorideo, non ci sono ancora certezze riguardo la loro differenziazione. È invece certo che ormai vari studi hanno confermato l’ipotesi che il clitoride corrisponde in tutto e per tutto all’organo genitale maschile ed è sempre il clitoride l’organo femminile responsabile dell’orgasmo, sia che avvenga con la penetrazione, sia che avvenga con la sollecitazione diretta. Infatti con la penetrazione il cappuccio che riveste il clitoride viene stimolato dai movimenti dell’amplesso, permettendo il piacere. Alcune donne possono avere questa parte del corpo più piccola di altre e la sola penetrazione può non essere sufficiente a stimolarla e a produrre l’orgasmo, questo motivo rende necessaria la sua stimolazione diretta durante il rapporto sessuale.

· Un buon rapporto sessuale deve finire con un orgasmo simultaneo nella coppia

Questa è un’altra convinzione sbagliata. Ogni partner ha i propri tempi e ogni forma di rapporto è valida purché soddisfacente per entrambi. Ciascuno può avere il suo orgasmo seguendo i suoi ritmi e le modalità che preferisce. L’orgasmo simultaneo può essere ricercato in un momento particolare, per provare qualcosa di nuovo durante il rapporto, ma non raggiungerlo insieme al partner non significa di certo che non c’è feeling e complicità nella coppia! L’orgasmo contemporaneo a quello di lui o di lei, può accadere nel momento in cui ci si conosce meglio, e l’uomo riesce a controllarsi e ad aspettare i tempi legati al piacere della donna, ma non deve essere un pensiero fisso, altrimenti si potrebbero creare problemi legati all’ansia che andrebbero a rovinare il rapporto sessuale. Sarebbe un vero peccato, no? Molto spesso questo dilemma ha provocato dei dissapori nelle coppie, soprattutto quando uno dei due riferisce al partner attuale di avere vissuto già tale esperienza con un ex. A volte, dunque, è meglio non raccontare, i dettagli sessuali vissuti con altre persone, si eviteranno così inutili gelosie e rincorse estenuanti verso orgasmi sincroni!

· La Masturbazione frequente fa male all’organismo

Ogni persona è unica, ha le sue esigenze e un suo ritmo personale di vivere la sessualità. La masturbazione è un modo per conoscere il proprio corpo e per capire cosa piace veramente. È dunque un momento importante di contatto con se stessi e con le proprie sensazioni corporee. Solo se la masturbazione diventa l’unico modo di vivere la sessualità anche in presenza di un partner, allora sarebbe utile indagare sui propri vissuti, poiché tale comportamento potrebbe nascondere un disagio più profondo.

· Durante la gravidanza è meglio non fare l’amore

Il comportamento sessuale durante la gravidanza può essere influenzato da diversi fattori, uno di questi è il vissuto della donna di non essere abbastanza attraente per il proprio compagno a causa delle normali modificazioni corporee che può portare ad un calo del desiderio, inoltre alcune persone temono che il rapporto possa danneggiare il feto anche se non è stata dimostrata alcuna correlazione tra rapporti sessuali durante la gravidanza e l’insorgenza di complicazioni. Una donna può avere rapporti sessuali fino a due settimane prima della nascita del figlio e può riprenderli appena si sente meglio e ogni ferita è guarita.

· Gli uomini tradiscono per sesso, le donne per amore…

Spesso si dice che l’uomo è più istintivo della donna, almeno per quanto riguarda il sesso, e che la donna se fa sesso, è perché in fondo, è realmente coinvolta in una relazione… niente di più sbagliato! Le donne tradiscono allo stesso modo dell’uomo, e per gli stessi motivi! Si può essere coinvolti o meno, si può tradire solo per sesso, ma questo riguarda entrambi i generi. Giustificare un maschio traditore solo perché, poverino, per lui è fisiologico sarebbe un errore. Prima di tradire, lo ha pensato, sognato e desiderato, proprio come farebbe una donna. Entrambi tradiscono per amore, per il gusto della novità, per insoddisfazione, per ripicca, per sesso, anche se recenti studi riferiscono che la maggior parte delle persone, maschi o femmine che siano, tradiscono esclusivamente per noia, per desiderio di sentire un corpo sconosciuto accanto, voglia di sentire l’odore della pelle di un’altra persona, per la brama di qualcosa di nuovo e sconosciuto che possa fare provare emozioni forti e coinvolgenti.

Il sesso deve coincidere con l’amore

· Il sesso è visto come il più importante momento di comunicazione tra i due partner, nonché l’unico momento in cui due anime si uniscono in un amore sublime e unico. In questo modo, il sentimento assume un’importanza enorme a discapito della sessualità fisica e dell’attrazione, fondamentali, per il buon funzionamento dell’erotismo. Il sesso perde così il suo valore di gioco e viene desessualizzato, perde rilievo la corporeità, il piacere fisico, le fantasie sessuali, tutto ciò che è eccitante e che serve per vivere l’eros libero dai sensi di colpa e dall’impegno ricercato ad ogni costo.

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Il disturbo dell’orgasmo femminile

Cosa è l’orgasmo femminile?

L’orgasmo femminile è caratterizzato da una serie di contrazioni (non visibili ad occhio nudo). Il piacere inizia nel clitoride e si diffonde nella vagina. A volte è un piacere intenso, a volte diffuso. La sensazione è quella di “raggiungere l’apice del piacere”, o di accumulare tensione che poi viene liberata, quindi si ha la sensazione di rilassamento e di benessere. Alcuni studi affermano l’ipotesi che l’orgasmo femminile abbia la funzione di facilitare il concepimento attraverso le sue contrazioni.

Perché non raggiungo l’orgasmo?

Il ritardo o l’assenza dell’orgasmo è diagnosticato come anorgasmia. Il disturbo dell’orgasmo femminile può essere primario, quando la donna non ha mai provato in tutta la sua vita tali sensazioni, secondario quando una donna conosce le sensazioni dell’orgasmo ed è diventata anorgasmica in un secondo tempo.C’è da dire però che è ancora diffusa la credenza di essere anorgasmiche solo perché si ha difficoltà a raggiungere l’acme del piacere durante il coito. Questo è normale, soprattutto in alcune posizioni, in cui il clitoride non viene sufficientemente stimolato. Infatti il clitoride è l’unico organo deputato al raggiungimento dell’orgasmo e una sua stimolazione è fondamentale anche durante il coito. In alcune posizioni, come quando la donna sta sopra, questo organo viene stimolato indirettamente dai movimenti del coito, per questo molte donne preferiscono questa posizione. In certe donne però, il clitoride è più piccolo che in altre ed è necessaria un’ulteriore stimolazione, ad esempio manuale. Quando la donna riferisce di riuscire a provare l’orgasmo da sola o in altri modi non si può certo parlare di anorgasmia, allora è sufficiente rieducare la persona alla sessualità, a ciò che piace davvero, alle posizioni dell’amore che facilitano l’orgasmo. Nel caso invece si trattasse del disturbo dell’orgasmo è importante abituare la donna a percepire e ad entrare in contatto con le sue sensazioni corporee per aiutarla ad affrontare quei blocchi che sono alla base della sua difficoltà. Si può affermare che l’anorgasmia sia il disturbo più frequente nelle donne.La presenza di una depressione può essere all’origine di questo disturbo. È importante a tale fine richiedere una consulenza terapeutica per avere maggiori informazioni e decidere insieme un percorso psicosessuologico che possa essere d’aiuto.

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L’eiaculazione tardiva

L’eiaculazione tardiva, secondo il DSM IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) consiste in un persistente, ricorrente ritardo o assenza, dell’orgasmo maschile dopo una fase di normale eccitazione sessuale. L’uomo, in questo caso, è capace di provare eccitazione sessuale, dunque l’erezione, ma gli riesce difficile raggiungere l’apice del piacere. Questa difficoltà è analoga al problema dell’anorgasmia femminile. L’inconveniente si presenta di solito durante il rapporto sessuale vero e proprio, cioè con la penetrazione, mentre durante altri tipi di stimolazione è molto più raro che accada. Chi soffre di questo disturbo, raramente pensa di avere un problema, perché nella cultura occidentale è diffusa l’immagine di un uomo forte, resistente, che non deve chiedere mai… Si è portati a pensare che il rapporto debba durare il più a lungo possibile, senza contare però ancora una volta le esigenze e l’insoddisfazione di lei. Spesso lui non si accorge che lei si potrebbe sentire inadeguata, poco seducente e che fare l’amore con una persona che ha difficoltà a provare piacere, spesso può essere demotivante per la donna. L’uomo, in questi casi, non si rende conto di soffrire di un problema legato all’ipercontrollo che spesso ha la sua causa principale nell’ansia. È infatti raro che chi soffre di eiaculazione tardiva si rivolga ad un sessuologo, spesso sono le loro compagne che preoccupate di non essere abbastanza eccitanti, chiedono l’aiuto di un esperto. Le preoccupazioni, lo stress, la paura a lasciarsi andare, il timore della responsabilità, dell’impegno, così come un atteggiamento rigido verso la sessualità ci fanno allontanare dalle sensazioni del corpo limitando il piacere e dunque il sopraggiungere dell’orgasmo. Con la terapia psicosessuologica si aiuta la persona a riappropriarsi delle proprie emozioni e sensazioni, elemento indispensabile per riuscire a vivere serenamente la propria sessualità.

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Chi sono

Dottoressa Gabriella Seghenzi


Dr.ssa Gabriella Seghenzi


 
 
 
PSICOLOGO CLINICO
PSICOTERAPEUTA
Esperta in Psicoterapia Gestalt Analitica
Iscritta all'Ordine Psicologi Lazio n°: 15037

Contatti

  • Via IV Novembre 18/g Sassari 
  • presso lo studio Fisiolive
  • Oppure a Roma - Viale Etiopia 14 
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  • Cel: +39 366 83 29 284

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