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	<title>Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa &#8211; Psicoterapeuta Sassari</title>
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	<description>Psicologa Sessuologa, Roma - Sassari</description>
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	<title>Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa &#8211; Psicoterapeuta Sassari</title>
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		<title>Cos&#8217;è il calo del desiderio e quando si manifesta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Soddu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2019 13:42:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessuologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il desiderio sessuale varia da individuo ad individuo ed è particolarmente intenso tra i 16 e i 35 anni. Con il progredire dell&#8217;età il desiderio tende ad attenuarsi, il che può portare a problemi di coppia se la riduzione è più netta in uno dei due partner. Esso è influenzato non solo da fattori organici, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il desiderio sessuale varia da individuo ad individuo ed è particolarmente intenso tra i 16 e i 35 anni.</p>
<p>Con il progredire dell&#8217;età il desiderio tende ad attenuarsi, il che può portare a problemi di coppia se la riduzione è più netta in uno dei due partner. Esso è influenzato non solo da fattori organici, come la ridotta produzione di ormoni sessuali, ma anche da fattori psicologici e ambientali.</p>
<p>Alcune condizioni organiche e alcuni farmaci possono inibire il desiderio sessuale, come ad esempio, patologie della tiroide, dei surreni, delle gonadi e dell&#8217;ipofisi, nonché condizioni chirurgiche come l&#8217;asportazione dell&#8217;ovaio, dell&#8217;utero e dei testicoli.</p>
<p>I farmaci che possono influire sul desiderio sessuale sono: estrogeni, antidepressivi,  barbiturici, benzodiazepine, alcune droghe e alcool.</p>
<p>In condizioni non patologiche sono però soprattutto i fattori psicologici che influenzano il desiderio sessuale. Chi si trova in una condizione psichica di serenità è ovviamente più disposto al rapporto sessuale di chi si trova in uno stato di depressione.</p>
<p>Helen Kaplan, distingue un&#8217;<em>inibizione primaria</em>, presente da sempre nella vita dell&#8217;individuo, dovuta ad una patologia come la depressione maggiore, la schizofrenia o ad una caratteristica costituzionale, da un&#8217;<em>inibizione secondari</em><strong>a</strong> che subentra dopo un normale sviluppo del desiderio sessuale, la quale può essere dovuta a diversi fattori.</p>
<p>L&#8217;<em>inibizione occasionale</em> si verifica invece solo in alcune situazioni.</p>
<p>Vi sono poi delle condizioni dove il desiderio sessuale è debole per caratteristiche individuali, dove la persona non sente di avere un disagio ma spesso si reca in terapia perché questo crea problemi nella coppia.</p>
<p>Il DSM IV, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, distingue il <em>desiderio sessuale ipoattivo </em>dal <em>disturbo di avversione sessuale</em>, il primo è caratterizzato dalla mancanza o scarsità di fantasie sessuali, mentre il disturbo di avversione sessuale si riferisce alla persistente o ricorrente avversione o evitamento di tutti i contatti sessuali genitali con il partner.</p>
<p>Le cause del calo del desiderio sono diverse e possono derivare da conflitti di coppia, scarsa autostima, insoddisfazione sessuale, sensi di colpa, ansia, inibizioni, traumi infantili, incapacità a vivere il piacere, la paura inconscia di una relazione intima, difficoltà a lasciarsi andare e a vivere il presente.</p>
<p>Un&#8217;educazione severa, basata su tabù e divieti può fare in modo che la persona rinneghi il proprio corpo e non viva adeguatamente i piaceri della vita, di conseguenza anche il piacere sessuale viene inibito.</p>
<p>La depressione porta ad una mancanza di motivazione e alla percezione del mondo come se  tutto fosse “spento” ed il desiderio sessuale è forse il primo campanello di allarme dell&#8217;esistenza di un tratto depressivo.</p>
<p>Spesso dietro un&#8217;apparente calo del desiderio si nasconde una profonda insoddisfazione sessuale, legata al fatto che l&#8217;individuo vive dentro di sé una sessualità trasgressiva. Nel profondo vorrebbe soddisfare delle fantasie erotiche difficili da condividere con il partner e, a volte, complicate da accettare anche per la persona stessa. In questi casi diventa importante intraprendere un percorso di psicoterapia che aiuti l&#8217;individuo e la coppia ad elaborare e ad accogliere la propria sessualità, in modo da poterla vivere più serenamente.</p>
<p>Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/pezibear-526143/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=747320" rel="nofollow">Pezibear</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=747320" rel="nofollow">Pixabay</a></p>
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		<title>Il disturbo del desiderio</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/il-disturbo-del-desiderio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 17:18:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessuologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il disturbo del desiderio è il persistente o ricorrente diminuzione o assenza di fantasie e pensieri sessuali e della recettività verso l’attività sessuale che causa distress personale (Basson, 2000). Il disturbo da avversione sessuale è la persistente o ricorrente avversione fobica, costante o cronica verso il contatto sessuale con il partner e che causa disagio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il disturbo del desiderio è il persistente o ricorrente diminuzione o
assenza di fantasie e pensieri sessuali e della recettività verso l’attività
sessuale che causa distress personale (Basson, 2000).</p>



<p>Il disturbo da avversione sessuale è la persistente o ricorrente avversione
fobica, costante o cronica verso il contatto sessuale con il partner e che
causa disagio personale (Basson, 2000). La persona prova disgusto ed ansia al
solo pensiero della sessualità.</p>
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		<title>Gruppi Esperenziali</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/gruppi-esperenziali-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 14:44:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessuologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gruppi Esperenziali Ultima modifica il 16 Gennaio 2016 Visite: 3696 Terapia di gruppo I percorsi di terapia di gruppo hanno i loro riferimenti teorici nei principi della terapia della psicoterapia della Gestalt. L’esperienza del gruppo è un’opportunità per conoscere se stessi in modo più consapevole nella quale vengono esplorate la modalità di relazione, le difficoltà, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gruppi Esperenziali</p>
<p>Ultima modifica il 16 Gennaio 2016<br />
Visite: 3696</p>
<p>Terapia di gruppo<br />
I percorsi di terapia di gruppo hanno i loro riferimenti teorici nei principi della terapia della psicoterapia della Gestalt.<br />
L’esperienza del gruppo è un’opportunità per conoscere se stessi in modo più consapevole nella quale vengono esplorate la modalità di relazione, le difficoltà, i sintomi e le dinamiche inconsce dei partecipanti.<br />
L’interesse a partecipare agli incontri di gruppo soddisfa il bisogno di condividere i propri sentimenti con altri e il desiderio di intimità quando ci si sente soli e imprigionati nel proprio mondo. Nel gruppo si entra in contatto con i propri sentimenti entrando in relazione e affidandosi all’altro.<br />
La messa in scena e il gioco diventano uno spazio in cui ci si può permettere l’interpretazione degli eventi da punti di vista diversi.<br />
I gruppi esperenziali Gestalt consentono di usufruire di uno spazio di azione dove il gioco, la messa in scena, i bisogni del qui ed ora così come le emozioni, trovano la loro espressione e il loro significato profondo.<br />
Cos’è la Gestalt?<br />
La gestalt si rivolge a persone sofferenti con disturbi psicosomatici o che soffrono di problemi esistenziali.<br />
I principi fondamentali della Gestalt sono:<br />
il qui ed ora: la difficoltà viene affrontata nell’ambito del momento presente con una presa di coscienza globale che riguarda l’individuo.<br />
L’adattamento creativo all’ambiente<br />
Il ciclo di contatto: riguarda il contatto con una persona, con un bisogno o con un’emozione.<br />
La nevrosi per Perls, fondatore della Gestalt, è legata all’accumulo di gestalt incompiute, di bisogni non soddisfatti, vale a dire di difficoltà ripetute tra l’individuo e l’ambiente.<br />
Obiettivi:<br />
la natura stessa del gruppo e le caratteristiche teoriche dei principi della Gestalt aiutano a ritrovare le giuste risorse per conoscersi in maniera autentica e migliorare il proprio modo di porsi in relazione.<br />
L’obiettivo è quello di apprendere la conoscenza delle proprie sensazioni corporee e delle emozioni, premessa fondamentale per comprendere i bisogni e vivere in maniera più appagante la propria vita e le relazioni.<br />
Nel lavoro di gruppo le difficoltà e i vissuti dei partecipanti vengono spesso messi in scena, permettendo così una maggiore consapevolezza dei propri comportamenti e delle proprie emozioni.<br />
Partecipanti:<br />
Il gruppo si rivolge a persone che vogliono lavorare su se stesse in maniera autentica e che si sentono predisposte a lavorare in gruppo attraverso le esperienze proposte dalle terapeute. Pertanto sarà richiesto ai partecipanti il rispetto delle regole del gruppo quali: l’assoluta riservatezza, il rispetto per gli altri attraverso l’accettazione dei diversi modi di pensare, la libertà di espressione, l’astinenza da relazioni con i componenti del gruppo.<br />
Il Gruppo terapeutico Gestalt esperienziale si pone come obiettivo quello di apprendere  modalità di relazione più sane attraverso il riconoscimento dei propri bisogni, emozioni e la loro espressione, premessa fondamentale per migliorare la consapevolezza di se stessi. Inoltre, nel gruppo molti traggono conforto e sostegno semplicemente dalla consapevolezza che anche altri hanno problemi simili ai loro. L’esperienza all’interno del gruppo aiuta le persone a condividere le proprie esperienze e a sentirsi meno sole, migliorando la propria autostima. Lo scopo è la crescita interiore attraverso una migliore consapevolezza di sé. Attraverso la condivisione con gli altri delle proprie esperienze e dei propri vissuti, si acquisiscono migliori capacità nel vivere con naturalezza le relazioni interpersonali, migliorando la sicurezza in se stessi e l&#8217;accettazione degli accadimenti inevitabili della vita come il dolore del tradimento e dell’abbandono. L’obiettivo é quello di acquisire una maggiore consapevolezza e conoscenza dei propri bisogni reali attraverso la percezione delle proprie sensazioni e di quelle altrui e dando valore alla percezione del confine con l’altro, premessa fondamentale per migliorare il modo di porsi in relazione e di vivere nel benessere e nella serenità il contatto con un altro essere umano. Questa consapevolezza è la sola che possa generare il cambiamento affinché si possa imparare a vivere relazioni più appaganti.<br />
Il gruppo verrà condotto da due psicoterapeute in un ambiente confortevole, scalzi e seduti in cerchio per agevolare lo scambio comunicativo.<br />
Per la partecipazione si richiede capacità di apertura e di condivisione delle proprie esperienze. Il gruppo sarà costituito in base ai principi della riservatezza e del rispetto reciproco, pertanto verrà effettuato un colloquio preliminare gratuito con una delle conduttrici per approfondire le motivazioni alla partecipazione dei singoli partecipanti prima di inserirli in un gruppo. Oltre a contribuire alla selezione, questa fase aiuta a preparare i partecipanti all&#8217;esperienza di gruppo, per esempio informandoli sulle regole di base, quali ad esempio l&#8217;obbligo di mantenere la più assoluta riservatezza su quanto emerge all&#8217;interno del gruppo.<br />
Il gruppo sarà costituito da un numero limitato di partecipanti, gli incontri avranno luogo ogni due settimane, ogni seduta di gruppo avrà una durata di 2 ore. Il costo di ogni seduta è di 30,00 euro. Gli incontri avranno luogo a Sassari presso l’hotel Grazia Deledda, in un orario serale per agevolare chi lavora.<br />
Per informazioni scrivere a info@gabriellaseghenzi.it o telefonare al numero 3339739560.</p>
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		<title>Vaginismo e gruppi di supporto</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/vaginismo-e-gruppi-di-supporto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 14:43:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessuologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vaginismo e gruppi di supporto È la disfunzione sessuale più diffusa dopo l’anorgasmia ed è caratterizzata dalla contrazione involontaria della muscolatura della vagina che non permette la penetrazione. Il tentativo di avere un rapporto sessuale completo causa dolore.Più precisamente si tratta dello spasmo involontario dei muscoli del terzo esterno della vagina. Esso non ha alcuna [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vaginismo e gruppi di supporto</p>
<p>È la disfunzione sessuale più diffusa dopo l’anorgasmia ed è caratterizzata dalla contrazione involontaria della muscolatura della vagina che non permette la penetrazione. Il tentativo di avere un rapporto sessuale completo causa dolore.Più precisamente si tratta dello spasmo involontario dei muscoli del terzo esterno della vagina. Esso non ha alcuna causa organica, ma è caratterizzato dal forte timore della penetrazione. Il disturbo presenta diversi gradi di intensità e l’ansia è collegata al rapporto sessuale fino ad arrivare ad una vera e propria fobia che produce lo spasmo.A volte questa difficoltà è riscontrabile in entrambi i partner, lei ha paura di essere penetrata e lui di penetrare per il timore di non riuscire a mantenere l’erezione o di eiaculare in fretta. Sono le cosiddette “coppie ad incastro”, dove la disfunzione sessuale è funzionale al mantenimento della relazione. Cioè, detto in parole povere, il disturbo serve alla coppia per evitare di entrare davvero in contatto con l’altro, per evitare, insomma, l’intimità.In genere entrambi i partner hanno poca esperienza con la sessualità, molti di loro hanno avuto un’educazione severa e permeata di tabù.Spesso queste donne arrivano a richiedere una terapia solo quando hanno deciso di avere un figlio e si rendono conto dell’impossibilità di avere un rapporto sessuale completo.Una caratteristica delle donne vaginismiche è quella di non avere mai effettuato una vera e propria visita ginecologica a causa della fobia di essere toccate, l’altra caratteristica è quella di non usare tamponi vaginali. Alcune di loro si lavano con una spugna gli organi genitali evitando contatti con le mani.<br />
Cosa favorisce l’insorgenza del vaginismo?<br />
Un’educazione sessuofobica che associa la sessualità e il piacere alla vergogna e al senso di colpa. Non sempre alla base ci sono traumi o abusi sessuali, spesso la paura inconscia del parto o della deflorazione basta ad innescare questa disfunzione. Il vaginismo è un disturbo psicosomatico legato al timore di essere “invasa”, di perdere il controllo di se stesse.<br />
In cosa consiste la terapia del vaginismo?<br />
La terapia psicosessuologica prende in esame il carico d’ansia che è alla base del vaginismo, viene inoltre insegnato alla donna a prendere confidenza con il proprio corpo e con la propria sessualità attraverso mansioni da svolgere a casa, quasi sempre con esito positivo.<br />
•	Terapia individuale<br />
•	terapia di coppia<br />
•	Terapia di gruppo:<br />
E&#8217; attivo un gruppo terapeutico e di supporto per donne che soffrono o che hanno sofferto di vaginismo o di disturbi da dolore sessuale. Il gruppo si fonda sui principi teorici della psicologia della Gestalt e della sessuologia. Esso si rivolge a coloro che desiderano lavorare su se stesse per migliorare i propri vissuti e le relazioni con gli altri attraverso il riconoscimento delle proprie sensazioni corporee ed emozioni. La donna impara a &#8220;sentirsi&#8221; e a fare un percorso di crescita interiore. Il gruppo è un&#8217;occasione unica per migliorare la consapevolezza di sè attraverso la condivisione di esperienze comuni.<br />
Gruppo Gestalt condotto dalla dottoressa Gabriella Seghenzi e dalla dottoressa Giusi Scopacasa si svolgerà in un ambiente accogliente, scalzi e seduti in cerchio al fine di agevolare i processi comunicativi. E&#8217; importante che le partecipanti abbiano la capacità di condivisione, apertura e rispetto per gli altri. Il principio fondamentale su cui si basa il gruppo è la riservatezza e la capacità a mettersi in discussione. Pertanto verrà effettuato un colloquio preliminare gratuito con una delle conduttrici.<br />
Max. 8- 10 partecipanti<br />
incontri a cadenza settimanale<br />
durata degli incontri: 2 ore<br />
per informazioni scrivere una mail a: info@gabriellaseghenzi.it</p>
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		<title>Il disturbo dell’orgasmo femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 14:39:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessuologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il disturbo dell’orgasmo femminile Cosa è l’orgasmo femminile? L’orgasmo femminile è caratterizzato da una serie di contrazioni (non visibili ad occhio nudo). Il piacere inizia nel clitoride e si diffonde nella vagina. A volte è un piacere intenso, a volte diffuso. La sensazione è quella di “raggiungere l’apice del piacere”, o di accumulare tensione che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il disturbo dell’orgasmo femminile</p>
<p>Cosa è l’orgasmo femminile?<br />
L’orgasmo femminile è caratterizzato da una serie di contrazioni (non visibili ad occhio nudo). Il piacere inizia nel clitoride e si diffonde nella vagina. A volte è un piacere intenso, a volte diffuso. La sensazione è quella di “raggiungere l’apice del piacere”, o di accumulare tensione che poi viene liberata, quindi si ha la sensazione di rilassamento e di benessere. Alcuni studi affermano l’ipotesi che l’orgasmo femminile abbia la funzione di facilitare il concepimento attraverso le sue contrazioni.<br />
Perché non raggiungo l’orgasmo?<br />
Il ritardo o l’assenza dell’orgasmo è diagnosticato come anorgasmia. Il disturbo dell’orgasmo femminile può essere primario, quando la donna non ha mai provato in tutta la sua vita tali sensazioni, secondario quando una donna conosce le sensazioni dell’orgasmo ed è diventata anorgasmica in un secondo tempo. C’è da dire però che è ancora diffusa la credenza di essere anorgasmiche solo perché si ha difficoltà a raggiungere l’acme del piacere durante il coito. Questo è normale, soprattutto in alcune posizioni, in cui il clitoride non viene sufficientemente stimolato. Infatti il clitoride è l’unico organo deputato al raggiungimento dell’orgasmo e una sua stimolazione è fondamentale anche durante il coito. In alcune posizioni, come quando la donna sta sopra, questo organo viene stimolato indirettamente dai movimenti del coito, per questo molte donne preferiscono questa posizione. In certe donne però, il clitoride è più piccolo che in altre ed è necessaria un’ulteriore stimolazione, ad esempio manuale. Quando la donna riferisce di riuscire a provare l’orgasmo da sola o in altri modi non si può certo parlare di anorgasmia, allora è sufficiente rieducare la persona alla sessualità, a ciò che piace davvero, alle posizioni dell’amore che facilitano l’orgasmo. Nel caso invece si trattasse del disturbo dell’orgasmo è importante abituare la donna a percepire e ad entrare in contatto con le sue sensazioni corporee per aiutarla ad affrontare quei blocchi che sono alla base della sua difficoltà. Si può affermare che l’anorgasmia sia il disturbo più frequente nelle donne.La presenza di una depressione può essere all’origine di questo disturbo. È importante a tale fine richiedere una consulenza terapeutica per avere maggiori informazioni e decidere insieme un percorso psicosessuologico che possa essere d’aiuto.<br />
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		<title>I falsi miti del sesso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 14:38:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessuologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I falsi miti del sesso A cura di Gabriella Seghenzi tratto dalla rivista on line www.lungotevere.net Quanto è importante il sesso? Molto, se consideriamo che è qualcosa di imprescindibile dall’essere umano, che è un bisogno primario, che rende l&#8217;esistenza più allegra, ma che allo stesso tempo può rovinare le relazioni e cosa non da poco, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/falsi-miti-del-sesso/">I falsi miti del sesso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I falsi miti del sesso</p>
<p>A cura di Gabriella Seghenzi<br />
tratto dalla rivista on line www.lungotevere.net<br />
Quanto è importante il sesso? Molto, se consideriamo che è qualcosa di imprescindibile dall’essere umano, che è un bisogno primario, che rende l&#8217;esistenza più allegra, ma che allo stesso tempo può rovinare le relazioni e cosa non da poco, rendere la vita un inferno… È capace da solo di evocare paure ancestrali e terribili complessi di inferiorità, è insito di una cultura sessocentrica colpevole insieme ai mass media della creazione di falsi miti sul piacere! I film, i racconti erotici, sono pieni di donne che raggiungono l’orgasmo in un batter d’occhio, di coppie che uniti da un amore idilliaco arrivano al culmine del piacere contemporaneamente e non per ultimo, non è difficile vedere performance da contorsionisti, dove la posizione del missionario è solo roba da anziani…<br />
Ridimensionare alcune false credenze sul sesso è importante, per non rischiare di cadere nella trappola dell’illusione e della disillusione, ma soprattutto perché la consapevolezza è il primo passo per soddisfare i propri bisogni e vivere la vita e la sessualità in maniera spontanea e giocosa, senza false aspettative, ma con la serenità e la tranquillità di chi riesce a vivere pienamente il proprio piacere erotico.<br />
Spesso infatti si crede che:<br />
• Se si provano fantasie sessuali verso persone dello stesso sesso si è omosessuali<br />
Le fantasie sessuali sono elementi fondamentali della sessualità ed è sano che ci siano, spesso però provocano sensi di colpa del tutto ingiustificati, soprattutto quando queste sono rivolte a persone dello stesso sesso. Ognuno ha le proprie fantasie e il fatto di sognare di fare l’amore, ad esempio con un amica, non significa desiderare realmente di andarci al letto, insomma di volere mettere in pratica tale fantasia, ma al contrario, può essere un modo innocuo di concedersi con la mente degli “sfizi”, dei piaceri che non hanno nulla a che vedere con la realtà e che, proprio perché fantasticati, non spaventano e aiutano a vivere più serenamente l’eros. Le fantasie sessuali il più delle volte rimangono tali, altrimenti che fantasie sarebbero? Solo se questi pensieri divengono l’unico modo di provare eccitazione, possono creare una difficoltà a chi li vive, per il solo fatto che tutto ciò che diventa esclusivo, può limitare le nostre relazioni e farci allontanare dal vero vissuto dell’intimità con l’altro. Solo in questo caso l’esclusività delle fantasie dovrebbe essere un modo per pensare e riflettere su ciò che si desidera realmente. Inoltre, c’è da dire che l’omosessualità è solo un modo diverso, alternativo di vivere il sesso e che non ha niente di patologico, come invece veniva considerata anni fa.<br />
• Con la penetrazione l’orgasmo non arriva: ho un problema<br />
La convinzione che l’orgasmo debba avvenire necessariamente nel corso del rapporto sessuale ha creato non poche difficoltà nelle donne che pensano che la forma migliore del piacere debba essere raggiunta attraverso la penetrazione. Nonostante si parli di orgasmo vaginale e orgasmo clitorideo, non ci sono ancora certezze riguardo la loro differenziazione. È invece certo che ormai vari studi hanno confermato l’ipotesi che il clitoride corrisponde in tutto e per tutto all’organo genitale maschile ed è sempre il clitoride l’organo femminile responsabile dell’orgasmo, sia che avvenga con la penetrazione, sia che avvenga con la sollecitazione diretta. Infatti con la penetrazione il cappuccio che riveste il clitoride viene stimolato dai movimenti dell’amplesso, permettendo il piacere. Alcune donne possono avere questa parte del corpo più piccola di altre e la sola penetrazione può non essere sufficiente a stimolarla e a produrre l’orgasmo, questo motivo rende necessaria la sua stimolazione diretta durante il rapporto sessuale.<br />
• Un buon rapporto sessuale deve finire con un orgasmo simultaneo nella coppia<br />
Questa è un’altra convinzione sbagliata. Ogni partner ha i propri tempi e ogni forma di rapporto è valida purché soddisfacente per entrambi. Ciascuno può avere il suo orgasmo seguendo i suoi ritmi e le modalità che preferisce. L’orgasmo simultaneo può essere ricercato in un momento particolare, per provare qualcosa di nuovo durante il rapporto, ma non raggiungerlo insieme al partner non significa di certo che non c’è feeling e complicità nella coppia! L’orgasmo contemporaneo a quello di lui o di lei, può accadere nel momento in cui ci si conosce meglio, e l’uomo riesce a controllarsi e ad aspettare i tempi legati al piacere della donna, ma non deve essere un pensiero fisso, altrimenti si potrebbero creare problemi legati all’ansia che andrebbero a rovinare il rapporto sessuale. Sarebbe un vero peccato, no? Molto spesso questo dilemma ha provocato dei dissapori nelle coppie, soprattutto quando uno dei due riferisce al partner attuale di avere vissuto già tale esperienza con un ex. A volte, dunque, è meglio non raccontare, i dettagli sessuali vissuti con altre persone, si eviteranno così inutili gelosie e rincorse estenuanti verso orgasmi sincroni!<br />
• La Masturbazione frequente fa male all’organismo<br />
Ogni persona è unica, ha le sue esigenze e un suo ritmo personale di vivere la sessualità. La masturbazione è un modo per conoscere il proprio corpo e per capire cosa piace veramente. È dunque un momento importante di contatto con se stessi e con le proprie sensazioni corporee. Solo se la masturbazione diventa l’unico modo di vivere la sessualità anche in presenza di un partner, allora sarebbe utile indagare sui propri vissuti, poiché tale comportamento potrebbe nascondere un disagio più profondo.<br />
• Durante la gravidanza è meglio non fare l’amore<br />
Il comportamento sessuale durante la gravidanza può essere influenzato da diversi fattori, uno di questi è il vissuto della donna di non essere abbastanza attraente per il proprio compagno a causa delle normali modificazioni corporee che può portare ad un calo del desiderio, inoltre alcune persone temono che il rapporto possa danneggiare il feto anche se non è stata dimostrata alcuna correlazione tra rapporti sessuali durante la gravidanza e l’insorgenza di complicazioni. Una donna può avere rapporti sessuali fino a due settimane prima della nascita del figlio e può riprenderli appena si sente meglio e ogni ferita è guarita.<br />
• Gli uomini tradiscono per sesso, le donne per amore…<br />
Spesso si dice che l’uomo è più istintivo della donna, almeno per quanto riguarda il sesso, e che la donna se fa sesso, è perché in fondo, è realmente coinvolta in una relazione… niente di più sbagliato! Le donne tradiscono allo stesso modo dell’uomo, e per gli stessi motivi! Si può essere coinvolti o meno, si può tradire solo per sesso, ma questo riguarda entrambi i generi. Giustificare un maschio traditore solo perché, poverino, per lui è fisiologico sarebbe un errore. Prima di tradire, lo ha pensato, sognato e desiderato, proprio come farebbe una donna. Entrambi tradiscono per amore, per il gusto della novità, per insoddisfazione, per ripicca, per sesso, anche se recenti studi riferiscono che la maggior parte delle persone, maschi o femmine che siano, tradiscono esclusivamente per noia, per desiderio di sentire un corpo sconosciuto accanto, voglia di sentire l’odore della pelle di un’altra persona, per la brama di qualcosa di nuovo e sconosciuto che possa fare provare emozioni forti e coinvolgenti.<br />
Il sesso deve coincidere con l’amore<br />
• Il sesso è visto come il più importante momento di comunicazione tra i due partner, nonché l’unico momento in cui due anime si uniscono in un amore sublime e unico. In questo modo, il sentimento assume un’importanza enorme a discapito della sessualità fisica e dell’attrazione, fondamentali, per il buon funzionamento dell’erotismo. Il sesso perde così il suo valore di gioco e viene desessualizzato, perde rilievo la corporeità, il piacere fisico, le fantasie sessuali, tutto ciò che è eccitante e che serve per vivere l’eros libero dai sensi di colpa e dall’impegno ricercato ad ogni costo.</p>
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		<title>Eiaculazione tardiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 14:37:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessuologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>’eiaculazione tardiva L’eiaculazione tardiva, secondo il DSM IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) consiste in un persistente, ricorrente ritardo o assenza, dell’orgasmo maschile dopo una fase di normale eccitazione sessuale. L’uomo, in questo caso, è capace di provare eccitazione sessuale, dunque l’erezione, ma gli riesce difficile raggiungere l’apice del piacere. Questa difficoltà è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>’eiaculazione tardiva</p>
<p>L’eiaculazione tardiva, secondo il DSM IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) consiste in un persistente, ricorrente ritardo o assenza, dell’orgasmo maschile dopo una fase di normale eccitazione sessuale. L’uomo, in questo caso, è capace di provare eccitazione sessuale, dunque l’erezione, ma gli riesce difficile raggiungere l’apice del piacere. Questa difficoltà è analoga al problema dell’anorgasmia femminile. L’inconveniente si presenta di solito durante il rapporto sessuale vero e proprio, cioè con la penetrazione, mentre durante altri tipi di stimolazione è molto più raro che accada. Chi soffre di questo disturbo, raramente pensa di avere un problema, perché nella cultura occidentale è diffusa l’immagine di un uomo forte, resistente, che non deve chiedere mai… Si è portati a pensare che il rapporto debba durare il più a lungo possibile, senza contare però ancora una volta le esigenze e l’insoddisfazione di lei. Spesso lui non si accorge che lei si potrebbe sentire inadeguata, poco seducente e che fare l’amore con una persona che ha difficoltà a provare piacere, spesso può essere demotivante per la donna. L’uomo, in questi casi, non si rende conto di soffrire di un problema legato all’ipercontrollo che spesso ha la sua causa principale nell’ansia. È infatti raro che chi soffre di eiaculazione tardiva si rivolga ad un sessuologo, spesso sono le loro compagne che preoccupate di non essere abbastanza eccitanti, chiedono l’aiuto di un esperto. Le preoccupazioni, lo stress, la paura a lasciarsi andare, il timore della responsabilità, dell’impegno, così come un atteggiamento rigido verso la sessualità ci fanno allontanare dalle sensazioni del corpo limitando il piacere e dunque il sopraggiungere dell’orgasmo. Con la terapia psicosessuologica si aiuta la persona a riappropriarsi delle proprie emozioni e sensazioni, elemento indispensabile per riuscire a vivere serenamente la propria sessualità.</p>
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		<title>Cos’è l’eiaculazione precoce?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 11:59:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessuologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cos’è l’eiaculazione precoce? L’eiaculazione precoce è la difficoltà sessuologica più diffusa tra gli uomini, è spesso dovuta all’ansia la quale innesca un circolo vizioso dal quale può essere difficile venirne fuori. La paura di eiaculare in fretta, provoca ansia e inevitabilmente si verifica quello che lui maggiormente teme: il rapporto sessuale dura una manciata di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cos’è l’eiaculazione precoce?</p>
<p>L’eiaculazione precoce è la difficoltà sessuologica più diffusa tra gli uomini, è spesso dovuta all’ansia la quale innesca un circolo vizioso dal quale può essere difficile venirne fuori. La paura di eiaculare in fretta, provoca ansia e inevitabilmente si verifica quello che lui maggiormente teme: il rapporto sessuale dura una manciata di secondi quando addirittura non avviene per niente. L’eiaculazione precoce è l’impossibilità a controllare il momento dell’ eiaculazione, per questo l’orgasmo viene raggiunto molto prima di quanto si desideri. L’uomo ha difficoltà a percepire il momento esatto in cui sta per eiaculare, non essendo bene in contatto con le sue sensazioni corporee, non riesce a fermarsi e così capita spesso di terminare il rapporto molto prima di quanto si voglia, innescando quel circolo vizioso legato alla paura e all’ansia accennato prima. Per considerarsi una disfunzione sessuale, tale difficoltà deve avvenire frequentemente, nella maggior parte dei rapporti sessuali. Non c’è un tempo ben definito, la durata si riferisce al grado di controllo volontario sull’orgasmo in modo che la partner venga soddisfatta nel 50% dei rapporti sessuali, ma anche qui, bisogna essere cauti, per fare una diagnosi di eiaculazione precoce è necessario prendere in considerazione l’età dell’uomo, la frequenza dei rapporti sessuali, la novità e il contesto. Spesso la giovane età e la poca esperienza possono essere la causa di questo problema, così come l’emozione suscitata da un nuovo incontro.La credenza comune è quella di riuscire a risolvere questa difficoltà distraendosi durante il rapporto sessuale… niente di più sbagliato! Il problema è proprio nell’impossibilità del maschio di concentrarsi sulle sue sensazioni corporee e sul proprio piacere, egli infatti, è spesso incapace di percepire il momento di non ritorno, ovvero il punto di inevitabilità eiaculatoria, in cui si arriva ad uno stato di eccitazione prossimo all’orgasmo.  La percezione del proprio grado di eccitamento, porta l’uomo ad una maggiore conoscenza del proprio corpo e ad essere consapevole delle proprie sensazioni, solo così egli è in grado di ritardare il momento del piacere ed esercitare un adeguato controllo sull’orgasmo.<br />
A chi si deve rivolgere chi soffre di questo disturbo?<br />
• Andrologo: È bene che l’uomo si rivolga dapprima ad uno specialista per escludere eventuali cause organiche<br />
• Psicosessuologo: anche se può essere difficile ed imbarazzante, rivolgersi ad un esperto del settore, può essere risolutivo nell’80% dei casi.<br />
Il trattamento ha come obiettivo principale, quello di fare entrare in contatto l’uomo con le sue percezioni corporee, a tale fine il terapeuta, se lo riterrà opportuno, assegnerà specifiche mansioni da svolgere a casa da solo e successivamente con la presenza della partner. Soltanto riuscendo a percepire le proprie sensazioni fisiche, lui riuscirà ad avere la capacità del controllo sull’eiaculazione. Nella maggior parte dei casi la sola terapia sessuologica tuttavia non è sufficiente. E&#8217; importante fare un lavoro centrato su se stessi, attraverso l&#8217;esplorazione dei conflitti inconsci che hanno causato il disturbo e che permettono il suo protrarsi nel tempo. Attraverso il contatto con il proprio corpo, le proprie emozioni e sensazioni l&#8217;uomo imparerà a conoscere meglio i propri bisogni, premessa fondamentale per migliorare la propria sessualità. L&#8217;espressione delle proprie emozioni, un&#8217;adeguata respirazione e postura, la consapevolezza della propria sessualità, la necessità di considerare il corpo e la psiche un insieme integrato e non scisso, può aiutare l&#8217;uomo con l&#8217;eiaculazione precoce a controllarsi e a vivere il rapporto in maniera meno ansiogena.</p>
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		<title>Anoressia sessuale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 11:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessuologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anoressia sessuale A cura di Gabriella Seghenzi tratto dalla rivista on line www.lungotevere.net Il sesso è un bisogno primario dell’essere umano, c’è chi lo fa solo con gli uomini o solo con le donne o con tutti e due, a patto però che sia sesso. Se pensiamo che il sesso sia necessario per qualsiasi essere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anoressia sessuale</p>
<p>A cura di Gabriella Seghenzi<br />
tratto dalla rivista on line www.lungotevere.net<br />
Il sesso è un bisogno primario dell’essere umano, c’è chi lo fa solo con gli uomini o solo con le donne o con tutti e due, a patto però che sia sesso. Se pensiamo che il sesso sia necessario per qualsiasi essere vivente, ci sbagliamo, perché c’è chi al sesso non ci pensa nemmeno lontanamente e, alcuni di loro non lo hanno mai fatto. Sono persone che si definiscono non interessate, che non provano attrazione sessuale e desiderio. Loro giurano di non essere “malati” e si definiscono normalissimi e parte di un orientamento come l’omosessualità o l’eterosessualità. Guai a definire l’asessualità come una patologia, almeno per il solo fatto che a loro non crea nessun tipo di disagio se non quello di vivere in una società altamente sessuata, dove tutto quanto ruota intorno all’erotismo e alla sessualità. Secondo una ricerca pubblicata dalla rivista scientifica britannica New Scientist gli esseri umani non interessati al sesso sarebbero il 3% della popolazione mondiale,  la stessa percentuale delle persone omosessuali!Secondo alcuni studiosi, l’asessualità non sarebbe un orientamento ma una vera e propria malattia provocata dalla depressione, dal bombardamento continuo di immagini erotiche divulgate che creerebbe una sorta di anestesia dei sensi, dallo stress e infine alla base ci sarebbero sintomi ossessivi e l’idea della sessualità vissuta come qualcosa di sporco. Tali persone al solo pensiero di mischiare odori, umori e sapori con un altro individuo proverebbero disgusto e addirittura avversione… ma loro giurano di no, si sentono normali e si battono per difendere questo principio, lo fanno in un sito tutto loro, l’Asexual Visibility and Education Network (AVEN). Autore del sito, che conta ormai più di 1200 iscritti, è un americano di 22 anni, David Jay, un bel ragazzo il quale non avrebbe problemi a conoscere ragazze, ma semplicemente non è interessato al sesso. Secondo Jay gli asessuali non sono tutti uguali, alcuni possono provare desiderio sessuale che reprimono o che soddisfano con l’autoerotismo, altri possono provare attrazione romantica per qualcuno ma non desiderio sessuale e altri ancora invece non proverebbero né attrazione né desiderio sessuale. Spesso da adolescenti, non provando desiderio per l’altro sesso, questi ragazzi si convincono erroneamente di essere omosessuali, quando invece non provano alcuna attrazione per la sessualità in genere. A chi chiede loro dell’amore, rispondono: “ per me il vero amore è quello senza sesso, perché non chiede nulla in cambio” e ancora: “per quanto mi riguarda l’amore non ha nulla a che vedere con il sesso. È un’amicizia profondissima basata sul sostegno reciproco e sulla conoscenza reciproca”.Spesso però, dietro ad un rifiuto così netto del sesso, vi è una negazione del contatto fisico e soprattutto psicologico con un altro individuo, vi è in sostanza un rigetto verso l’intimità e verso la relazione e dunque un rifiuto allo scambio, alla crescita personale e psicologica perché è l’incontro d’amore con l’altro che ci consente di arrivare davvero a conoscere noi stessi, un incontro che non può prescindere dal desiderio erotico e sessuale.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/anoressia-sessuale/">Anoressia sessuale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
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		<title>Le trasgressioni a due: tradimento e gadget</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/le-trasgressioni-due-tradimento-e-gadget/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 11:56:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessuologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le trasgressioni a due: tradimento e gadget A cura di Gabriella Seghenzi tratto dalla rivista on line www.lungotevere.net “ Non commettere adulterio” è il sesto comandamento scolpito nelle tavole di Mosè. Il matrimonio è l’istituzione che vincola la coppia di fronte alla società. Se è vero che ogni persona è pronta a giurare di lasciare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/le-trasgressioni-due-tradimento-e-gadget/">Le trasgressioni a due: tradimento e gadget</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le trasgressioni a due: tradimento e gadget</p>
<p>A cura di Gabriella Seghenzi<br />
tratto dalla rivista on line www.lungotevere.net<br />
“ Non commettere adulterio” è il sesto comandamento scolpito nelle tavole di Mosè. Il matrimonio è l’istituzione che vincola la coppia di fronte alla società. Se è vero che ogni persona è pronta a giurare di lasciare un partner fedifrago, è anche vero che in situazioni particolari è capace di tradire. Anche quelle poche persone che non hanno mai commesso un tradimento, non possono dire altrettanto sul piano delle fantasie e dell’immaginazione. La tentazione erotica può risvegliarsi anche nella persona più fedele. Questo erotismo si risveglia come trasgressione, avventura, disordine, desiderio di sentire il contatto di un corpo sconosciuto accanto, piacere di sedurre, gioco erotico, brivido. Che cosa spinge molte persone a rischiare di far fallire un matrimonio o una storia autentica o di venire infettati da una malattia? Anche se è facile e forse meno doloroso immaginare alla base di questo desiderio una motivazione grave come una profonda insoddisfazione di coppia e una profonda crisi, il più delle volte è un motivo più futile, un piacere più capriccioso: la noia.Le varie forme di repressione sessuale concepite da diverse culture come l’infibulazione, la lapidazione della donna traditrice, i tabù, la concezione negativa del sesso, spesso presentato come qualcosa di sporco, tra le altre finalità, hanno anche quella di difendere la fedeltà coniugale. Nonostante questo però, le pulsioni sessuali e il tradimento hanno avuto la meglio anche sui più terribili divieti in ogni cultura e in ogni religione: l’adulterio in pratica, è onnipresente. Sembra che la consapevolezza dell’impossibilità a essere fedeli per sempre, abbia portato certe coppie a fare una scelta. Quella di tradire e di accettare i tradimenti del partner. È la cosiddetta “coppia aperta”, libera di avere avventure extraconiugali pur restando insieme, in un tacito accordo. Il desiderio della novità può così essere messo in pratica senza inutili e devastanti sensi di colpa, senza paura di essere scoperti e cosa non da poco il partner può illudersi di tenere sotto controllo ogni movimento del suo compagno.In certe coppie si può addirittura scegliere l’amante del marito o della moglie secondo i propri gusti. In questo modo non si sentono traditi, annientati, ingannati da un’infedeltà, poiché “sanno”, hanno un ruolo attivo e pensano che al di fuori di questa scappatella lui o lei non sentiranno il bisogno di farlo ancora a loro insaputa. Inoltre, le coppie che praticano questo genere di trasgressioni, giurano che tutto ciò aumenta la loro complicità.<br />
A lungo andare però, il sesso non alimentato dalla tenerezza, deve ricorrere a situazioni sempre più eccitanti, ecco che allora il corpo dell’altro diventa banale, pornografico, diventa oggetto. La persona non viene amata per la sua interezza, ma solo per mera gratificazione sessuale.<br />
Cinquecentomila, secondo le stime della Federsex, la più nota associazione italiana di club privè, sono le persone che praticano lo scambismo. Ma cosa spinge una coppia a fare sesso con sconosciuti? Noia, semplice curiosità, desiderio di trasgressione, bisogno di nuove emozioni; spesso però in questo tipo di pratiche prevale un certo tipo di manipolazione e prevaricazione. Molto frequentemente è l’uomo che convince la donna, che magari in un primo momento rifiuta e che poi, per paura che lui lo faccia da solo, accetta. In questo caso c’è una forzatura e la consensualità della coppia viene compromessa. Quello che conta è infatti l’armonia, la complicità tra i due, senza costrizione, altrimenti la relazione è in pericolo.Il confine tra gioco e malattia è molto sottile. Quel che conta è che il desiderio di esperienze al limite non diventi un’ossessione, quando i partner non hanno una vita erotica propria indipendente e ricercano continuamente stimoli esterni significa che esiste un grande vuoto nel rapporto. Quando questo è l’unico modo di vivere la sessualità, si può parlare di perversione. Ciò che distingue la perversione dalla trasgressione è la sua esclusività.I primi scambi di coppia sono nati all’interno di cinema hard intorno agli anni 80. le donne entravano nei cinema insieme ai mariti con parrucca e occhiali, i mariti con barba e baffi finti per non essere riconosciuti.Gli scambisti appartengono a tutte le classi sociali: professionisti, medici, impiegati, commercianti, politici. Lo fanno nei parcheggi delle autostrade, nei club privé, nelle discoteche e perfino nei cinema, in fondo nelle ultime file. Si conoscono tramite internet e riviste specializzate e spesso praticano il battuage che in gergo è il luogo del libero scambio, quello che si consuma nei parcheggi e agli svincoli autostradali.In alcuni club privè ci sono delle cabine una accanto all’altra con dei fori che le mettono in comunicazione tra loro per fare sesso senza vedersi in faccia.Per quanto riguarda il battuage, gli scambi avvengono solo in determinati giorni della settimana, e solitamente il pomeriggio e la sera. I segnali in codice sono costituiti dall’abbagliare con i fari dell’auto o dalle 4 frecce. Ci si accosta e il gioco comincia.<br />
Dal sadomaso ai gadget<br />
Oltre allo scambio di coppie, in Italia sono in aumento la vendita di gadget erotici e il sesso sadomaso. Lo dimostra il Global Sex Survey 2005, la più autorevole indagine sulle abitudini erotiche: più di un terzo guarda materiale pornografico col partner, il 22% ama farsi bendare e ammanettare, uno su cinque usa giocattoli sessuali. I gadget erotici per aumentare il piacere sono una consuetudine antica. In questi casi, però, non c’è una crisi di identità della coppia, ma il semplice utilizzo di strumenti per accrescere la complicità.</p>
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