<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Psicologia &#8211; Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa &#8211; Psicoterapeuta Sassari</title>
	<atom:link href="https://www.gabriellaseghenzi.it/category/psicologia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.gabriellaseghenzi.it</link>
	<description>Psicologa Sessuologa, Roma - Sassari</description>
	<lastBuildDate>Mon, 29 Jan 2018 11:04:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.2</generator>

<image>
	<url>https://www.gabriellaseghenzi.it/wp-content/uploads/2019/09/logo_rombo_seghenzi-150x150.png</url>
	<title>Psicologia &#8211; Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa &#8211; Psicoterapeuta Sassari</title>
	<link>https://www.gabriellaseghenzi.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Essere transgender oggi. Caratteristiche e difficoltà.</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/essere-transgender-oggi-caratteristiche-e-difficolta/</link>
					<comments>https://www.gabriellaseghenzi.it/essere-transgender-oggi-caratteristiche-e-difficolta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2018 11:04:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[transfobia]]></category>
		<category><![CDATA[transgender]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nuovoseghenzi.gabriellaseghenzi.it/?p=1298</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il transgender può avere sentimenti di svalutazione e un profondo vissuto di non riconoscimento per quello che sente davvero di essere dovuto alle difficoltà che si trova ad attraversare e che nascono nelle sue relazioni sociali e familiari. E’ sempre molto difficile rivelare ai propri genitori di essere transgender e, il più delle volte si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/essere-transgender-oggi-caratteristiche-e-difficolta/">Essere transgender oggi. Caratteristiche e difficoltà.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il transgender può avere sentimenti di svalutazione e un profondo vissuto di non riconoscimento per quello che sente davvero di essere dovuto alle difficoltà che si trova ad attraversare e che nascono nelle sue relazioni sociali e familiari.</p>
<p>E’ sempre molto difficile rivelare ai propri genitori di essere transgender e, il più delle volte si viene definiti come omosessuali.</p>
<p>Spesso emergono nei familiari elementi gravi di rifiuto, negazione, vergogna, sensi di colpa. Questi sentimenti vengono espressi attraverso episodi di profonda rabbia e, perfino, allontanamento dalla famiglia.</p>
<p>Purtroppo quando un bambino non ha un adeguato supporto psichico dai genitori, ma anzi è già vittima di azioni di bullismo degli stessi familiari, è facile che possa essere nuovamente e ripetutamente vittima di violenze da parte dei pari, proprio perché, avendo già vissuto in famiglia il ruolo di vittima, diventa normale per lui, esserlo anche nella vita sociale. Ci si trova infatti, a vivere un profondo senso di solitudine, in una realtà che ancora oggi, ignora il mondo dei transgender.</p>
<p>Se si pensa quanto sia comune la richiesta di alcuni genitori, nel setting psicoterapico, di trasformare in eterosessuale il figlio che si è dichiarato omosessuale, ci si accorge di non essere affatto così lontani da quando, in passato, la famiglia chiedeva ai medici una terapia ormonale che tendesse a risolvere la situazione e a “normalizzare” il figlio transessuale.</p>
<p>Un’altra reazione comune è che la famiglia si chiuda in se stessa e protegga eccessivamente la persona transessuale dal mondo esterno impedendone la crescita e l’individuazione.</p>
<p>In entrambi i casi il  vissuto della persona è quello di non essere riconosciuta.</p>
<p>La famiglia, invece, rischia di non vivere in una condizione adeguata alla realtà, con tutte le conseguenze del caso.</p>
<p>Il supporto ai familiari, è indicato quando le condizioni permettono un intervento psicologico educativo, supportivo e di sostegno anche attraverso la psicoterapia di gruppo.</p>
<p>Se invece si ha una protezione adeguata da parte della famiglia di origine, le varie difficoltà relazionali e sociali possono ovviamente essere affrontate in maniera più naturale perché durante la sua evoluzione, l’individuo ha avuto la possibilità di sviluppare una capacità di coping che lo porta ad sostenere gli eventi della vita in modo consapevole e maturo.</p>
<p>A volte capita che  chi soffre per la sua identità, si sposi e crei una famiglia propria, prima di essere consapevole di ciò che gli sta accadendo davvero, comunicando solo successivamente ai propri familiari la sua condizione psicologica, questo può portare a gravi conflitti, soprattutto con i propri figli.</p>
<p>Quando invece la persona transgender si costruisce una famiglia dopo che  ha completato l’iter di transizione, la difficoltà può essere quella di incontrare un partner che capisca davvero il suo vissuto. Capita a volte, che il compagno, sia attratto da ciò che la persona era prima dell’intervento e non veramente per quello che sente davvero di essere. Inoltre può accadere che la relazione sentimentale pre-intervento possa incrinarsi proprio perché il cambiamento anatomico non viene accettato o compreso. Per questo è necessario che il partner sostenga fortemente e profondamente la persona transgender anche per riuscire ad affrontare insieme, in maniera solidale, il giudizio del mondo esterno.</p>
<p>Anche le relazioni sociali possono essere un ostacolo, proprio per il fatto che il transgender viene percepito come colui o colei che si comporta come se appartenesse all’altro sesso, e dunque ambiguo. Questo può provocare derisione, insulti e isolamento.</p>
<p>La paura di mettere se stessi ed il proprio equilibrio in pericolo, fa sì che la più intima parte di sé venga proiettata sul prossimo. La transfobia nasce e si sviluppa proprio dalla minaccia per la propria fragile identità di essere messa a repentaglio. Le persone hanno paura da ciò che possono essere in qualche modo minacciate o tentate perché è fondamentalmente inaccettabile per la coscienza.</p>
<p>Si ha paura di ciò che è diverso e apparentemente distante dalla propria sfera sessuale.</p>
<p>La frequenza e la facilità con cui uomini eterosessuali frequentano abitualmente il mondo transgender della prostituzione può esserne una conferma.</p>
<p>Anche il mondo del lavoro può diventare una realtà difficile, a causa della forte discriminazione e del facilità con la quale il fenomeno transessuale viene allacciato a quello della prostituzione.  Il mobbing e la non assunzione sono molto frequenti poiché sono verità che hanno motivazioni difficili da dimostrare.</p>
<p>Dal 1982 (legge 164) è legale in Italia, l’intervento di riattribuzione chirurgica di sesso, che resta la soluzione più estrema, poiché comporta, in seguito ad una terapia ormonale, una trasformazione anatomica del corpo, a tale metamorfosi, fa seguito un cambiamento di tipo anagrafico. Dopo l’intervento possono esserci comunque delle difficoltà psicologiche e relazionali dovute all’anticipazione  di un possibile rapporto sessuale con il partner  con un corpo che si è sempre desiderato ma che resta per molti aspetti, nuovo ed ancora in parte, sconosciuto.</p>
<p>Il mondo delle persone transgender non è sicuramente facile e l’individuo che si trova a vivere questa realtà si trova spesso immerso nella sofferenza e nella solitudine. L’obiettivo non è solo quello di creare una rete sociale e amicale intorno che sostenga e accolga, ma favorire la conoscenza e l’informazione affinchè tutti possano essere consapevoli di cosa si tratta. Essere considerati ambigui, omosessuali o qualcosa di estraneo a ciò che si è realmente, non è sicuramente la strada giusta per riuscire a ridurre le difficoltà che si trova a vivere la persona transgender.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Dott.ssa Gabriella Seghenzi</em></p>
<p><em>Psicologa clinica, Psicoterapeuta Gestalt Analitica, Esperta in sessuologia</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/essere-transgender-oggi-caratteristiche-e-difficolta/">Essere transgender oggi. Caratteristiche e difficoltà.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.gabriellaseghenzi.it/essere-transgender-oggi-caratteristiche-e-difficolta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intendersi su Identità e Identità di genere</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/intendersi-su-identita-e-identita-di-genere/</link>
					<comments>https://www.gabriellaseghenzi.it/intendersi-su-identita-e-identita-di-genere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2018 10:27:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Agender]]></category>
		<category><![CDATA[Androgino]]></category>
		<category><![CDATA[Asessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Cisgender]]></category>
		<category><![CDATA[Disforia di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Genderfluid]]></category>
		<category><![CDATA[Genderqueer]]></category>
		<category><![CDATA[Identità di genere]]></category>
		<category><![CDATA[transgender]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nuovoseghenzi.gabriellaseghenzi.it/?p=1289</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di Identità di genere si fa riferimento alla corrispondenza o meno fra sesso e genere, quindi alla rappresentazione di sé a prescindere dal sesso biologico di appartenenza. Secondo la teoria transgender le identità di genere di una persona non possono essere semplicemente incasellate nei due sessi: maschio o femmina. Secondo le comunità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/intendersi-su-identita-e-identita-di-genere/">Intendersi su Identità e Identità di genere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di Identità di genere si fa riferimento alla corrispondenza o meno fra sesso e genere, quindi alla rappresentazione di sé a prescindere dal sesso biologico di appartenenza. Secondo la teoria transgender le identità di genere di una persona non possono essere semplicemente incasellate nei due sessi: maschio o femmina. Secondo le comunità trans questi due stati rappresentano un continuum di possibili variabili di genere tra maschio e femmina.</p>
<p>Attualmente il termine “transgender” si sostituisce a quello di “transessualismo” il quale nasce all’interno del movimento per i diritti delle persone trans, in opposizione all&#8217;accezione di  “disturbo&#8221; del termine, assegnato alla parola transessualismo dalle discipline mediche-psichiatriche. Tuttavia, poiché in molte nazioni è necessaria una diagnosi medica per accedere ai vari trattamenti tra cui anche l’intervento chirurgico per il cambio di sesso, una diagnosi di disforia di genere può consentire l’accesso a cure farmacologiche e interventi medici di falloplastica e vaginoplastica.</p>
<p>Intorno ai tre anni tutti i bambini affermano, con la crescita, un’identità di genere, maschio o femmina, che si stabilizza o in alcuni casi può divenire meno netta.</p>
<p>La presenza di interesse per il sesso opposto fa parte di una fase normale dello sviluppo e può rappresentare un periodo transitorio; in altri casi invece, può rappresentare un segno di disagio nello sviluppo affettivo del bambino, indicando un disturbo vero e proprio dell’identità di genere dell’infanzia.</p>
<p>Il bambino non accetta il proprio corpo e rifiuta i propri organi genitali. L’inizio del DIG  si colloca di solito tra il primo e il terzo anno di vita.  Il bambino presenta allora fantasie appartenenti al sesso opposto. I maschi preferiscono il gioco con le bambole, dichiarano il loro desiderio di non avere il pene, lo nascondono tra le gambe e fanno la pipì seduti. Le bambine pretendono di vestirsi da maschi, imitando il padre.</p>
<p>Pertanto, se manifestare fantasie e comportamenti legati al sesso opposto è normale nei bambini piccoli, la differenza sta nel grado in cui si manifestano tali condotte. Il bambino che soffre di un disturbo dell’identità di genere ha comportamenti rigidi e persistenti nel tempo.</p>
<p>La maggior parte degli studi clinici in questo campo concordano sul fatto che il transessualismo sia il risultato di una combinazione  complessa di fattori bio-socio-psicologici. Il delicato processo di acquisizione dell’identità di genere durante l’adolescenza si sviluppa nel contesto di rapporti affettivamente significativi e dell’ambiente socio-educativo, in base a caratteristiche biologiche predisponenti. La persona transessuale non &#8220;sceglie di essere tale, ma segue questa via perché nessun’altra soluzione è psichicamente accettabile&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Uno sguardo alla psicodinamica del disturbo dell’identità di genere</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Per Robert Stoller le cause psicologiche del disturbo dell’identità di genere si collocano nella relazione primaria tra madre e bambino. Nel maschio, destinato a soffrire di un disturbo dell’identità di genere, il disturbo troverebbe la sua causa psicologica nel rapporto simbiotico tra madre e figlio dove non c’è spazio per la figura paterna, ma solo un’eccessiva identificazione con il materno. Il padre viene escluso ed allontanato emotivamente dal rapporto tra madre e figlio.</p>
<p>L’amore materno quando è sano, crea una stabilità affettiva che porta l’individuo, una volta adulto, a relazionarsi in maniera adeguata con l’altro. Le patologie psichiche invece, derivano da un rapporto materno simbiotico, dove la figura paterna viene esclusa, impedendo al bambino di rapportarsi adeguatamente con la realtà. Il padre dunque è portatore di un significato simbolico di relazione con la realtà esterna in contrasto col rapporto simbiotico interno che si crea naturalmente alla nascita tra madre e bambino. La relazione esclusiva della madre con il bambino non permetterebbe al padre di proporsi come presenza significativa nella quale egli possa identificarsi e, allo stesso tempo, il rapporto simbiotico con la madre non ne favorirebbe lo sviluppo della mascolinità.</p>
<p>Per Stoller il bambino può assumere un significato fallico per una madre problematica, che si sente rifiutata dal coniuge.</p>
<p>Nella bambina il disturbo dell’identità di genere può derivare dall’inadeguatezza e dall’assenza emotiva della madre oppure da una forte identificazione con la figura paterna. Il ruolo paterno ha un’importanza fondamentale nello sviluppo di fantasie transessuali e la sua assenza o la sua eccessiva presenza  non favorisce il processo di separazione-individuazione del bambino.</p>
<p>Sembra opportuno ricordare che il termine &#8220;separazione&#8221; trova in sé la radice etimologica del significato di sè-parazione ovvero: &#8220;preparazione del Sè&#8221;.</p>
<p>Il bambino si identifica con la madre emulandola fisicamente nell’illusione di ritrovare in lei la fusione infantile. Nella femmina l’assenza emotiva della madre svilupperebbe un’angoscia di separazione che la porterebbe ad identificarsi con la figura paterna.</p>
<p>Il disturbo dell’identità di genere nasce pertanto come risoluzione per soddisfare il bisogno di integrazione psichica anche in presenza di eventi traumatici dovuti a perdita o all’ansia di separazione in caso di rapporti conflittuali con le figure di riferimento.</p>
<p>L’intenso disagio per il proprio corpo vissuto con radicale estraneità viene attenuato dalla possibilità al ricorso medico e alla richiesta di ri-assegnazione chirurgica del sesso attraverso la vaginoplastica o la falloplastica.</p>
<p>Per una femmina, ottenere un pene attraverso l’intervento chirurgico, può avere il significato di riparazione  del rifiuto materno per avere sempre desiderato un figlio maschio. La fantasia inconscia sarebbe quella di diventare maschio avendo così finalmente, la possibilità di essere amata e accettata.</p>
<p>La madre che svaluta la bambina per i suoi atteggiamenti femminili o per il sesso biologico di appartenenza, ostacola il naturale processo di identificazione con lei e favorisce lo sviluppo di atteggiamenti di ruolo maschili, così come un padre che disprezza il femminile, può favorire nella figlia attitudini maschili.</p>
<p>Ancora, la mancanza di una figura maschile forte ed autorevole può indurre fantasie di divenire &#8220;l’uomo di casa&#8221;. Una madre che teme il mondo maschile, tenderà a crescere il figlio in modo tale che si discosti dai canoni tipici del ruolo ed il bambino cercherà inconsapevolmente di soddisfarla.</p>
<p>Le aspettative dei genitori riguardo al desiderio di avere un maschio o una femmina e la  conseguente valorizzazione o svalutazione della mascolinità o femminilità inducono modelli di holding differenziati per i maschi e per le femmine.</p>
<p>Le interazioni tra il genitore e il bambino durante le funzioni corporee connesse ai genitali sono fondamentali per l’emergere di un’identità corporea. Solo nell’ambito della relazione di cura con il caregiver il bambino sperimenta il suo sé corporeo e la percezione di esistere come maschio o come femmina.</p>
<p>Secondo Di Ceglie, una volta stabilitasi l’organizzazione atipica dell’identità di genere- Atypical Gender Identity Organization- AGIO- come risposta ad un trauma, essa diventa un tratto stabile. Anche gli stereotipi di genere inculcati dalla società e dalla cultura nei bambini li orientano nell’interpretazione della realtà. Person afferma, a questo proposito, che la psicologia del genere è in parte la psicologia del conformismo, considerando quanto siano influenti le pressioni socio- culturali sull&#8217;espressione del comportamento maschile o femminile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Definizioni di genere</strong></p>
<p><strong>Agender.</strong> Individuo che non si riconosce in un genere classificabile come maschio o femmina o che non si identifica con alcuna identità di genere</p>
<p><strong>Androgino</strong>. Insieme di tratti maschili  o femminili o espressione di genere non tradizionale.</p>
<p><strong>Asessuale. </strong>Colui che non prova attrazione sessuale.</p>
<p><strong>Cisgender. </strong>Persona che si identifica con il sesso biologico assegnato alla nascita.</p>
<p><strong>Disforia di genere</strong>. Detta anche &#8220;disturbo dell’identità di genere&#8221; è la persona che ha una forte identificazione con il sesso opposto a quello di nascita. Il fatto che il DSM nelle sue varie edizioni la consideri un disturbo, è oggetto di polemiche tra i transgender in quanto il significato allude ad una malattia mentale e non a un’identità. Anche il termine transessualismo, il cui significato è da  sempre stato associato ad una psicopatologia, è oggi sostituito a fatica col termine “transgender”. Questo nasce infatti all’interno del movimento per i diritti delle persone trans, in opposizione pertanto al significato assegnato alla parola transessualismo delle discipline mediche.</p>
<p><strong>Espressione di genere.</strong> fa riferimento al modo in cui una persona esplicita agli altri il proprio genere attraverso l’abbigliamento, il trucco, il modo di fare e il linguaggio corporeo.</p>
<p><strong>Genere binario</strong>. Classificazione di genere basato esclusivamente sul sesso assegnato alla nascita.</p>
<p><strong>Genere non binario</strong>. Genere non contemplato nella definizione dicotomica.</p>
<p><strong>Genderfluid/</strong> <strong>Genderqueer</strong> . Persona la cui identità di genere oscilla tra maschile e femminile.</p>
<p><strong>Identità di genere</strong>. Consapevolezza del genere in cui si identifica.</p>
<p><strong>Intersessuale.</strong> Persona con disturbo dello sviluppo sessuale dovuto a fattori genetici, genitali o ormonali che ha come esito un corpo di dubbia classificazione maschile o femminile.</p>
<p><strong>LGBTQ</strong>. Acronimo indicante comunità lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer.</p>
<p><strong>Orientamento sessuale. </strong>Preferenza sessuale di un individuo che può essere attratto da persone dello stesso sesso, del sesso opposto, di entrambi i sessi a prescindere dal sesso o dal genere. L&#8217;orientamento sessuale è diretto verso l&#8217;esterno, mentre l&#8217;identità di genere riguarda il senso di Sè interno.</p>
<p><strong>Transgender.</strong> Persona la cui identità di genere non corrisponde al sesso biologico alla nascita.</p>
<p><strong>Transizione medica. </strong>Trattamenti chirurgici per il cambiamento dei caratteri sessuali primari, per il cambio di sesso; farmacologici per quelli secondari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Giusy Scopacasa</em></strong></p>
<p><em>Psicologa Clinica Psicoterapeuta</em></p>
<p><em>Individuale,, di gruppo, di Coppia e Famiglia.</em></p>
<p><em>Specialista del trauma complesso. Ipnoterapeuta.</em></p>
<p><em> </em><em> </em></p>
<p><strong><em>Gabriella Seghenzi</em></strong></p>
<p><em>Psicologa Clinica Psicoterapeuta, Individuale, di Gruppo, di Coppia.</em></p>
<p><em>Sessuologa, Terapeuta EMDR.</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/intendersi-su-identita-e-identita-di-genere/">Intendersi su Identità e Identità di genere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.gabriellaseghenzi.it/intendersi-su-identita-e-identita-di-genere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi è lo psicologo?</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/chi-e-lo-psicologo/</link>
					<comments>https://www.gabriellaseghenzi.it/chi-e-lo-psicologo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Nov 2017 08:20:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[professione]]></category>
		<category><![CDATA[professionista]]></category>
		<category><![CDATA[pscologo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nuovoseghenzi.gabriellaseghenzi.it/?p=907</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo psicologo è un professionista, laureato in psicologia (laurea quinquennale) che ha svolto un anno di tirocinio presso aziende pubbliche come le asl o strutture private e ha conseguito l’esame di stato per l’abilitazione alla professione, è fondamentale che sia iscritto all&#8217;albo degli psicologi.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/chi-e-lo-psicologo/">Chi è lo psicologo?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo psicologo è un professionista, laureato in psicologia (laurea quinquennale) che ha svolto un anno di tirocinio presso aziende pubbliche come le asl o strutture private e ha conseguito l’esame di stato per l’abilitazione alla professione, è fondamentale che sia iscritto all&#8217;albo degli psicologi.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/chi-e-lo-psicologo/">Chi è lo psicologo?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.gabriellaseghenzi.it/chi-e-lo-psicologo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi è lo psichiatra?</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/chi-e-lo-psichiatra/</link>
					<comments>https://www.gabriellaseghenzi.it/chi-e-lo-psichiatra/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 08:27:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[professione]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nuovoseghenzi.gabriellaseghenzi.it/?p=920</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo psichiatra è un laureato in medicina e specializzato in psichiatria. Può somministrare farmaci e può esercitare la professione di psicoterapeuta se ha svolto un corso di formazione quadriennale di psicoterapia. Solo la laurea in psicologia e quella in medicina consentono la specializzazione in psicoterapia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/chi-e-lo-psichiatra/">Chi è lo psichiatra?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo psichiatra è un laureato in medicina e specializzato in psichiatria. Può somministrare farmaci e può esercitare la professione di psicoterapeuta se ha svolto un corso di formazione quadriennale di psicoterapia.</p>
<p>Solo la laurea in psicologia e quella in medicina consentono la specializzazione in psicoterapia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/chi-e-lo-psichiatra/">Chi è lo psichiatra?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.gabriellaseghenzi.it/chi-e-lo-psichiatra/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I disturbi di personalità</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/i-disturbi-di-personalita/</link>
					<comments>https://www.gabriellaseghenzi.it/i-disturbi-di-personalita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 08:31:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi di personalità]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo antisociale]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo borderline]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo dipendente]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo evitante]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo istrionico]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo narcisistico]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo ossessivo]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo paranoide]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo schizoide]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo schizotipico]]></category>
		<category><![CDATA[pscologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nuovoseghenzi.gabriellaseghenzi.it/?p=926</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il disturbo paranoide di personalità: Tale disturbo è caratterizzato da diffidenza e sospettosità che spingono ad interpretare le motivazioni degli altri sempre come malevole. Questa modalità di pensare, sentire e relazionarsi è particolarmente rigida, con caratteristiche di forte sospettosità e mancanza di fiducia nel prossimo. Tutto questo comporta un continuo controllo. Di solito sono soggetti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/i-disturbi-di-personalita/">I disturbi di personalità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il disturbo paranoide di personalità:</strong></p>
<p>Tale disturbo è caratterizzato da diffidenza e sospettosità che spingono ad interpretare le motivazioni degli altri sempre come malevole. Questa modalità di pensare, sentire e relazionarsi è particolarmente rigida, con caratteristiche di forte sospettosità e mancanza di fiducia nel prossimo. Tutto questo comporta un continuo controllo. Di solito sono soggetti privi di umorismo, incapaci di esprimere emozioni, eccessivamente moralisti. Raramente si confidano con gli altri poiché non si fidano e serbano rancore. Queste persone possono sviluppare dei deliri, quali appunto di persecuzione, di gelosia nei confronti del partner, infatti sono persone che sospettano senza alcun motivo della fedeltà del coniuge.</p>
<p>La causa di questo disturbo è una bassa autostima, è un soggetto che vive le parti negative di sé come inaccettabili e cerca di evitare l’ansia che ne deriverebbe dal riconoscere questi suoi aspetti inaccettabili, proiettandoli all’esterno. Gli altri diventano così dei persecutori e lui la vittima. In questo modo egli può conservare un’immagine di sé positiva.</p>
<p><strong>Il disturbo schizoide di personalità</strong></p>
<p>È un disturbo caratterizzato da distacco nelle relazioni sociali e incapacità nell’esprimere le emozioni. Sono persone introverse, non hanno amici stretti o confidenti, possono essere indifferenti alle lodi o alle critiche degli altri, non provano alcun bisogno di stabilire relazioni affettive e non hanno interesse per la sessualità. Spesso in loro esiste una profonda contraddizione tra la realtà in cui sono indifferenti e distaccati e la loro fantasia ricca di esperienze, sentimenti e relazioni. Spesso svolgono lavori solitari e hanno difficoltà a guardare negli occhi il loro interlocutore.</p>
<p>Una personalità di questo tipo si forma con una grande difficoltà nel relazionarsi agli altri. E’ probabile, afferma Winnicott, che alla base di questo disturbo ci sia una relazione precoce con la madre caratterizzata da cure fortemente inadeguate. Il soggetto “sceglie” allora il ritiro sociale. Interiormente è bisognoso di cure, attenzioni, affetti, esteriormente si difende attraverso la chiusura al mondo, forse per evitare di rivivere quel rifiuto tanto doloroso.</p>
<p>La fantasia serve loro per ritirarsi in un mondo autistico, per tenersi a distanza dal mondo.</p>
<p><strong>Il disturbo schizotipico di personalità</strong></p>
<p>La definizione riguarda un disagio acuto nelle relazioni strette, distorsioni cognitive, eccentricità nel comportamento.</p>
<p>Questo disturbo può essere considerato come una variante attenuata della schizofrenia. L’individuo, infatti, appare strano ed eccentrico, utilizza un linguaggio particolare e spesso incomprensibile, ha credenze strane, magiche, un’affettività inappropriata e manifesta sospettosità.</p>
<p>Tra le cause si pensa a cure materne inadeguate durante l’infanzia, da qui deriverebbe il ritiro sociale e la costruzione della realtà immersa nella fantasia.</p>
<p><strong>Il disturbo antisociale di personalità</strong></p>
<p>Tale disturbo è caratterizzato da inosservanza e violazione dei diritti degli altri. Il soggetto deve avere almeno 18 anni, anche se i comportamenti tipici di questo disturbo si vedono già nell’infanzia e sono caratterizzati da piccoli furti, menzogne e scontri con chi rappresenta l’autorità. Da adulti non sono capaci di prendersi responsabilità e mantenere relazioni affettive, sono superficiali e poco empatici, sono prepotenti ed incapaci di provare sentimenti verso gli altri. Sono persone spesso disoneste, aggressive, facilmente irritabili e cosa fondamentale, sono incapaci di provare rimorso.</p>
<p>La persona che è affetta da questo disturbo di personalità ha quasi sicuramente una situazione passata legata all’abuso e a privazioni. Il bambino vive il genitore come un estraneo e tende a costruirsi un sé grandioso che gli consenta autosufficienza. La deprivazione degli affetti nell’infanzia condurrebbe alla difficoltà nella creazione di legami sentimentali stabili. La persona antisociale è incapace di provare rimorso, comprensione, a percepire gli altri come persone dotate di bisogni e sentimenti da rispettare.</p>
<p><strong>Il disturbo borderline di personalità</strong></p>
<p>Questo disturbo è caratterizzato da instabilità nelle relazioni interpersonali, nell’immagine di sé e nello sviluppo degli affetti ed impulsività.</p>
<p>I rapporti interpersonali sono caratterizzati dall’idealizzazione e svalutazione, dal timore dell’abbandono, la persona si sforza in tutti i modi per evitare di essere lasciata, gli affetti sono dominati dalla rabbia e da una sensazione di vuoto interiore, l’immagine di sé è alterata. Spesso la persona borderline è impulsiva riguardo alla sessualità, all’abuso di sostanze, al cibo, allo shopping. Può compiere azioni dannose per sé e per gli altri, come guidare in maniera impropria.</p>
<p>Secondo Kernberg, ci sarebbero, alla base di questo disturbo, dei fattori che alterano lo sviluppo del sentimento di Sé legato al rapporto con la madre caratterizzato da privazioni. Il piccolo, in seguito a tali privazioni non riuscirebbe ad integrare gli aspetti buoni e cattivi normali presenti nella figura materna. Il risultato sarà, secondo questo autore, un bambino dalla personalità confusa, incapace di tollerare la solitudine ed estremamente vulnerabile alle separazioni.</p>
<p><strong>Il disturbo istrionico di personalità</strong></p>
<p>Il disturbo è caratterizzato da emotività eccessiva e costante ricerca di attenzione. Sono persone estremamente seduttive, egocentriche, teatrali, esibizioniste, sono individui che non si sentono a loro agio se non sono al centro dell’attenzione, il loro comportamento è provocante, sono persone facilmente influenzabili e considerano le relazioni più intime di quanto non lo siano realmente.</p>
<p>È ipotizzabile che alla base del disturbo istrionico ci siano gravi carenze materne nella prima infanzia. Il paziente istrionico non riesce a sopportare il pensiero di non essere al centro dell’attenzione, per questo motivo è eccessivamente seduttivo e provocante anche a livello sessuale.</p>
<p><strong>Il disturbo narcisistico di personalità</strong></p>
<p>Tale disturbo è caratterizzato da grandiosità, costante bisogno di ammirazione e mancanza di empatia. Sono persone che pretendono affetto e non tollerano critiche per tentare di sostenere una stima di sé che, a differenza delle apparenze, è precaria. Egli tende ad esagerare risultati e talenti, crede di essere speciale e unico e che tutto gli sia dovuto. Prova spesso invidia e pensa di essere invidiato dagli altri, si approfitta del prossimo per i propri scopi, è arrogante, in genere è una persona che ha raggiunto una posizione sociale di successo, egli non si mette mai in discussione ed è raro che intraprenda una terapia psicologica di sua spontanea volontà.</p>
<p>Il narcisista non si sa relazionare agli altri e a rapporti di coppia dove l’altro di solito è di bell’aspetto, da mostrare agli altri, viene vissuto come un accessorio, è difficile che provi affettività e quindi dei sentimenti per qualcuno. L’Io diventa ipertrofico, grandioso e il rapporto con la realtà viene alterato. Nel bambino è normale un certo narcisismo dove esiste solo lui con le sue richieste, poi però è importante che vada incontro a delle frustrazioni per avere un buon contatto con la realtà. L’adulto narcisista rimane bloccato a quella forma di narcisismo primario e, contrariamente a ciò che mostra, ha una autostima bassissima che cerca di compensare attraverso la sua modalità grandiosa di mostrarsi. È una persona estremamente fragile che si nasconde dietro un senso di onnipotenza.</p>
<p><strong>Il disturbo ossessivo compulsivo di personalità<br />
</strong><br />
È un soggetto estremamente rigido, perfezionista, si perde in dettagli minuziosi, spesso perde di vista il fine che si era prefissato a causa dell’importanza data a tali dettagli, ha scarse relazioni sociali e amicizie e non si diverte quasi mai perché si dedica quasi sempre all’attività lavorativa, è avaro e testardo. Spesso la persona non si rende conto di avere un disturbo e può avvertire solo un disagio, legato ad esempio, all’impossibilità di essere perfezionista in una qualche occasione o all’impossibilità di ripetere dei rituali. La ritualità è infatti un aspetto centrale di questo disturbo, egli infatti segue degli schemi e regole che seguono un ordine preciso ai quali la persona non può sottrarsi.</p>
<p>Il soggetto avverte delle pulsioni per lui inaccettabili e sente quindi il bisogno di controllare questi suoi aspetti. Questo disturbo potrebbe avere radici che si collocano durante quel periodo dell’infanzia in cui viene insegnato al bambino a gestire le proprie funzioni corporali, chiamato da Freud “fase anale”. Una fissazione risalente alla fase anale potrebbe essere la causa dello sviluppo del disturbo ossessivo compulsivo di personalità. Ma come mai la persona tende ad essere così perfezionista e rigida? Diversi autori hanno ipotizzato che questo tipo di bambino fa degli sforzi enormi per ricevere approvazione, essere notato e soprattutto accettato dalle figure genitoriali di riferimento, evidentemente vissute dal piccolo come giudicanti, assenti o distanti emotivamente.</p>
<p><strong>Il disturbo evitante di personalità<br />
</strong><br />
La persona portatrice di questo disturbo ha una difficoltà a stabilire una relazione intima con gli altri per paura di essere svalutato, deriso, sminuito, umiliato. Egli teme le critiche ed evita di intraprendere delle attività per la paura di essere inadeguato. La sua paura maggiore è il rifiuto. La persona ha difficoltà nelle relazioni e questo potrebbe avere origini nel rapporto con i genitori. Spesso questi pazienti raccontano di essere stati rimproverati riguardo all’esibizione, si sentono schiacciati dalle eccessive aspettative nei loro confronti. La loro autostima è bassissima e per evitare di mettersi in gioco, di rapportarsi agli altri e di essere rifiutati, rifiutano per primi.</p>
<p><strong>Il disturbo dipendente di personalità<br />
</strong><br />
La persona ha continuamente bisogno di essere accudita e per questo appare come sottomessa. Ha bisogno di continue conferme e rassicurazioni nel prendere decisioni anche banali. Mostra sfiducia nelle proprie capacità, si svaluta continuamente. Teme l’abbandono ed è disposta a fare qualsiasi cosa pur di non essere lasciata sola a prendere decisioni. Questo disturbo ha origine nel processo di individuazione e separazione dalle figure di riferimento. È importante che egli venga stimolato ad esprimere le proprie emozioni e quindi i propri bisogni, affinché possa sviluppare una propria autonomia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/i-disturbi-di-personalita/">I disturbi di personalità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.gabriellaseghenzi.it/i-disturbi-di-personalita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La psicologia è una scienza?</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/la-psicologia-e-una-scienza/</link>
					<comments>https://www.gabriellaseghenzi.it/la-psicologia-e-una-scienza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 10:02:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[pscologia]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nuovoseghenzi.gabriellaseghenzi.it/?p=839</guid>

					<description><![CDATA[<p>Essendo una forma di conoscenza può essere considerata una scienza, ma personalmente ritengo che essendo l’essere umano ognuno unico con le sue caratteristiche di personalità, mai uguale a nessun altro, è difficile parlare di scienza, proprio perché la scienza presuppone dei modelli e delle statistiche a cui fare riferimento e l’essere umano è caratterizzato da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/la-psicologia-e-una-scienza/">La psicologia è una scienza?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Essendo una forma di conoscenza può essere considerata una scienza, ma personalmente ritengo che essendo l’essere umano ognuno unico con le sue caratteristiche di personalità, mai uguale a nessun altro, è difficile parlare di scienza, proprio perché la scienza presuppone dei modelli e delle statistiche a cui fare riferimento e l’essere umano è caratterizzato da una sua unicità che si discosta da modelli predefiniti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/la-psicologia-e-una-scienza/">La psicologia è una scienza?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.gabriellaseghenzi.it/la-psicologia-e-una-scienza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Psicoterapia Gestalt Analitica</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/psicoterapia-gestalt-analitica/</link>
					<comments>https://www.gabriellaseghenzi.it/psicoterapia-gestalt-analitica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 08:33:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[gestalt]]></category>
		<category><![CDATA[pscologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nuovoseghenzi.gabriellaseghenzi.it/?p=930</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si basa sulla ricerca attiva della consapevolezza e sull’assunzione di responsabilità nel presente. Attraverso l’analisi analitica l’individuo intraprende un percorso di crescita personale basato sulla consapevolezza di sé. Il disturbo sessuale viene considerato a tutti gli effetti come un disagio psicosomatico dove la mente ed il corpo sono intimamente legati tra loro. La natura e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/psicoterapia-gestalt-analitica/">Psicoterapia Gestalt Analitica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si basa sulla ricerca attiva della consapevolezza e sull’assunzione di responsabilità nel presente. Attraverso l’analisi analitica l’individuo intraprende un percorso di crescita personale basato sulla consapevolezza di sé. Il disturbo sessuale viene considerato a tutti gli effetti come un disagio psicosomatico dove la mente ed il corpo sono intimamente legati tra loro. La natura e le caratteristiche teoriche dei principi della Gestalt aiutano a ritrovare le risorse per conoscersi in maniera autentica e migliorare il proprio modo di porsi in relazione.</p>
<p>L’obiettivo è quello di apprendere la conoscenza delle proprie sensazioni corporee e delle emozioni, premessa fondamentale per comprendere i bisogni e vivere in maniera più appagante la propria vita e le relazioni.</p>
<h4>COS’È LA GESTALT?</h4>
<p>La gestalt si rivolge a persone sofferenti con disturbi psicosomatici o che soffrono di problemi esistenziali.<br />
I principi fondamentali della Gestalt sono:<br />
il qui ed ora: la difficoltà viene affrontata nell’ambito del momento presente con una presa di coscienza globale che riguarda l’individuo.<br />
L’adattamento creativo all’ambiente.<br />
Il ciclo di contatto: riguarda il contatto con una persona, con un bisogno o con un’emozione.</p>
<p>La nevrosi per Perls, fondatore della Gestalt, è legata all’accumulo di gestalt incompiute, di bisogni non soddisfatti, vale a dire di difficoltà ripetute tra l’individuo e l’ambiente.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/psicoterapia-gestalt-analitica/">Psicoterapia Gestalt Analitica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.gabriellaseghenzi.it/psicoterapia-gestalt-analitica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Che cos’è la personalità?</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/che-cose-la-personalita/</link>
					<comments>https://www.gabriellaseghenzi.it/che-cose-la-personalita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 08:29:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti]]></category>
		<category><![CDATA[maschera]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>
		<category><![CDATA[pscologia]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nuovoseghenzi.gabriellaseghenzi.it/?p=923</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il termine personalità deriva dal latino persona, cioè “maschera”. Oggi indica e rappresenta non tanto la persona in quanto portatrice di una maschera, quanto la persona con le sue più profonde caratteristiche. È una modalità strutturata di pensiero determinata da diversi fattori, quali i sentimenti, comportamenti, stile di adattamento alla realtà, fattori temperamentali, dello sviluppo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/che-cose-la-personalita/">Che cos’è la personalità?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine personalità deriva dal latino persona, cioè “maschera”. Oggi indica e rappresenta non tanto la persona in quanto portatrice di una maschera, quanto la persona con le sue più profonde caratteristiche. È una modalità strutturata di pensiero determinata da diversi fattori, quali i sentimenti, comportamenti, stile di adattamento alla realtà, fattori temperamentali, dello sviluppo, dell’educazione, socioculturali.</p>
<p>Lo sviluppo psicobiologico, il contesto socio affettivo e culturale concorrono a formare una serie di tratti stabili nel tempo.</p>
<p>Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV) definisce i tratti della personalità come:</p>
<p>“Modi costanti di percepire, rapportarsi e pensare nei confronti dell’ambiente e di se stessi, che si manifestano in un ampio spettro di contesti sociali e personali. Solo quando tali tratti sono rigidi e non adattativi e causano compromissione del funzionamento sociale e lavorativo, oppure una sofferenza soggettiva, essi costituiscono i disturbi di personalità.”</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/che-cose-la-personalita/">Che cos’è la personalità?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.gabriellaseghenzi.it/che-cose-la-personalita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi è lo psicoterapeuta?</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/chi-e-lo-psicoterapeuta/</link>
					<comments>https://www.gabriellaseghenzi.it/chi-e-lo-psicoterapeuta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 08:25:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapeuta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nuovoseghenzi.gabriellaseghenzi.it/?p=915</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’esercizio dell’attività psicoterapeutica è subordinato ad una specifica formazione professionale, da acquisirsi, dopo il conseguimento della laurea in psicologia o in medicina e chirurgia, mediante corsi almeno quadriennali che prevedono un’adeguata formazione e addestramento in psicoterapia, attivati ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, presso scuole di specializzazione universitaria [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/chi-e-lo-psicoterapeuta/">Chi è lo psicoterapeuta?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’esercizio dell’attività psicoterapeutica è subordinato ad una specifica formazione professionale, da acquisirsi, dopo il conseguimento della laurea in psicologia o in medicina e chirurgia, mediante corsi almeno quadriennali che prevedono un’adeguata formazione e addestramento in psicoterapia, attivati ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, presso scuole di specializzazione universitaria o presso istituti a tal fine riconosciuti. Tale percorso comprende inoltre una propria terapia personale.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/chi-e-lo-psicoterapeuta/">Chi è lo psicoterapeuta?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.gabriellaseghenzi.it/chi-e-lo-psicoterapeuta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa fa lo psicologo?</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/cosa-fa-lo-psicologo/</link>
					<comments>https://www.gabriellaseghenzi.it/cosa-fa-lo-psicologo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 08:23:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[attività]]></category>
		<category><![CDATA[professione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nuovoseghenzi.gabriellaseghenzi.it/?p=911</guid>

					<description><![CDATA[<p>Secondo la legge 56/89 “La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione e riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/cosa-fa-lo-psicologo/">Cosa fa lo psicologo?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo la legge 56/89 “La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione e riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”.<br />
Lo psicologo ha competenze che riguardano varie aree del ciclo di vita degli individui, si occupa di consulenze, colloqui, prevenzione e promozione della salute e dell’educazione socio affettiva nelle scuole anche attraverso l’utilizzo di test, il sostegno e la riabilitazione in campo clinico rivolti all’individuo, alla coppia e alla comunità.</p>
<p>Naturalmente affinché egli possa lavorare in questi ambiti di intervento è necessario che sia specializzato in tali settori.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/cosa-fa-lo-psicologo/">Cosa fa lo psicologo?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.gabriellaseghenzi.it/cosa-fa-lo-psicologo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
