<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Come Posso Aiutarti &#8211; Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa &#8211; Psicoterapeuta Sassari</title>
	<atom:link href="https://www.gabriellaseghenzi.it/services_group/come-posso-aiutarti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.gabriellaseghenzi.it</link>
	<description>Psicologa Sessuologa, Roma - Sassari</description>
	<lastBuildDate>Tue, 06 Feb 2018 14:53:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.4</generator>

<image>
	<url>https://www.gabriellaseghenzi.it/wp-content/uploads/2019/09/logo_rombo_seghenzi-150x150.png</url>
	<title>Come Posso Aiutarti &#8211; Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa &#8211; Psicoterapeuta Sassari</title>
	<link>https://www.gabriellaseghenzi.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Essere transgender oggi. Caratteristiche e difficoltà</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/services/essere-transgender-oggi-caratteristiche-e-difficolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2018 14:48:07 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://nuovoseghenzi.gabriellaseghenzi.it/?post_type=services&#038;p=1316</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il transgender può avere sentimenti di svalutazione e un profondo vissuto di non riconoscimento per quello che sente davvero di essere dovuto alle difficoltà che si trova ad attraversare e che nascono nelle sue relazioni sociali e familiari. E’ sempre molto difficile rivelare ai propri genitori di essere transgender e, il più delle volte si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/services/essere-transgender-oggi-caratteristiche-e-difficolta/">Essere transgender oggi. Caratteristiche e difficoltà</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il transgender può avere sentimenti di svalutazione e un profondo vissuto di non riconoscimento per quello che sente davvero di essere dovuto alle difficoltà che si trova ad attraversare e che nascono nelle sue relazioni sociali e familiari.</p>
<p>E’ sempre molto difficile rivelare ai propri genitori di essere transgender e, il più delle volte si viene definiti come omosessuali.</p>
<p>Spesso emergono nei familiari elementi gravi di rifiuto, negazione, vergogna, sensi di colpa. Questi sentimenti vengono espressi attraverso episodi di profonda rabbia e, perfino, allontanamento dalla famiglia.</p>
<p>Purtroppo quando un bambino non ha un adeguato supporto psichico dai genitori, ma anzi è già vittima di azioni di bullismo degli stessi familiari, è facile che possa essere nuovamente e ripetutamente vittima di violenze da parte dei pari, proprio perché, avendo già vissuto in famiglia il ruolo di vittima, diventa normale per lui, esserlo anche nella vita sociale. Ci si trova infatti, a vivere un profondo senso di solitudine, in una realtà che ancora oggi, ignora il mondo dei transgender.</p>
<p>Se si pensa quanto sia comune la richiesta di alcuni genitori, nel setting psicoterapico, di trasformare in eterosessuale il figlio che si è dichiarato omosessuale, ci si accorge di non essere affatto così lontani da quando, in passato, la famiglia chiedeva ai medici una terapia ormonale che tendesse a risolvere la situazione e a “normalizzare” il figlio transessuale.</p>
<p>Un’altra reazione comune è che la famiglia si chiuda in se stessa e protegga eccessivamente la persona transessuale dal mondo esterno impedendone la crescita e l’individuazione.</p>
<p>In entrambi i casi il  vissuto della persona è quello di non essere riconosciuta.</p>
<p>La famiglia, invece, rischia di non vivere in una condizione adeguata alla realtà, con tutte le conseguenze del caso.</p>
<p>Il supporto ai familiari, è indicato quando le condizioni permettono un intervento psicologico educativo, supportivo e di sostegno anche attraverso la psicoterapia di gruppo.</p>
<p>Se invece si ha una protezione adeguata da parte della famiglia di origine, le varie difficoltà relazionali e sociali possono ovviamente essere affrontate in maniera più naturale perché durante la sua evoluzione, l’individuo ha avuto la possibilità di sviluppare una capacità di coping che lo porta ad sostenere gli eventi della vita in modo consapevole e maturo.</p>
<p>A volte capita che  chi soffre per la sua identità, si sposi e crei una famiglia propria, prima di essere consapevole di ciò che gli sta accadendo davvero, comunicando solo successivamente ai propri familiari la sua condizione psicologica, questo può portare a gravi conflitti, soprattutto con i propri figli.</p>
<p>Quando invece la persona transgender si costruisce una famiglia dopo che  ha completato l’iter di transizione, la difficoltà può essere quella di incontrare un partner che capisca davvero il suo vissuto. Capita a volte, che il compagno, sia attratto da ciò che la persona era prima dell’intervento e non veramente per quello che sente davvero di essere. Inoltre può accadere che la relazione sentimentale pre-intervento possa incrinarsi proprio perché il cambiamento anatomico non viene accettato o compreso. Per questo è necessario che il partner sostenga fortemente e profondamente la persona transgender anche per riuscire ad affrontare insieme, in maniera solidale, il giudizio del mondo esterno.</p>
<p>Anche le relazioni sociali possono essere un ostacolo, proprio per il fatto che il transgender viene percepito come colui o colei che si comporta come se appartenesse all’altro sesso, e dunque ambiguo. Questo può provocare derisione, insulti e isolamento.</p>
<p>La paura di mettere se stessi ed il proprio equilibrio in pericolo, fa sì che la più intima parte di sé venga proiettata sul prossimo. La transfobia nasce e si sviluppa proprio dalla minaccia per la propria fragile identità di essere messa a repentaglio. Le persone hanno paura da ciò che possono essere in qualche modo minacciate o tentate perché è fondamentalmente inaccettabile per la coscienza.</p>
<p>Si ha paura di ciò che è diverso e apparentemente distante dalla propria sfera sessuale.</p>
<p>La frequenza e la facilità con cui uomini eterosessuali frequentano abitualmente il mondo transgender della prostituzione può esserne una conferma.</p>
<p>Anche il mondo del lavoro può diventare una realtà difficile, a causa della forte discriminazione e del facilità con la quale il fenomeno transessuale viene allacciato a quello della prostituzione.  Il mobbing e la non assunzione sono molto frequenti poiché sono verità che hanno motivazioni difficili da dimostrare.</p>
<p>Dal 1982 (legge 164) è legale in Italia, l’intervento di riattribuzione chirurgica di sesso, che resta la soluzione più estrema, poiché comporta, in seguito ad una terapia ormonale, una trasformazione anatomica del corpo, a tale metamorfosi, fa seguito un cambiamento di tipo anagrafico. Dopo l’intervento possono esserci comunque delle difficoltà psicologiche e relazionali dovute all’anticipazione  di un possibile rapporto sessuale con il partner  con un corpo che si è sempre desiderato ma che resta per molti aspetti, nuovo ed ancora in parte, sconosciuto.</p>
<p>Il mondo delle persone transgender non è sicuramente facile e l’individuo che si trova a vivere questa realtà si trova spesso immerso nella sofferenza e nella solitudine. L’obiettivo non è solo quello di creare una rete sociale e amicale intorno che sostenga e accolga, ma favorire la conoscenza e l’informazione affinchè tutti possano essere consapevoli di cosa si tratta. Essere considerati ambigui, omosessuali o qualcosa di estraneo a ciò che si è realmente, non è sicuramente la strada giusta per riuscire a ridurre le difficoltà che si trova a vivere la persona transgender.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Dott.ssa Gabriella Seghenzi</em></p>
<p><em>Psicologa clinica, Psicoterapeuta Gestalt Analitica, Esperta in sessuologia</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/services/essere-transgender-oggi-caratteristiche-e-difficolta/">Essere transgender oggi. Caratteristiche e difficoltà</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bambini transgender e disforia di genere</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/services/bambini-transgender-e-disforia-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2018 14:43:04 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://nuovoseghenzi.gabriellaseghenzi.it/?post_type=services&#038;p=1312</guid>

					<description><![CDATA[<p>La disforia di genere o disturbo dell’identità di genere è la diagnosi medica per chi ha una forte identificazione con il sesso opposto a quello biologico. La sua inclusione nel manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM V) dell’Associazione psichiatrica americana è oggi oggetto di polemiche nelle comunità transgender in quanto implica che si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/services/bambini-transgender-e-disforia-di-genere/">Bambini transgender e disforia di genere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La disforia di genere o disturbo dell’identità di genere è la diagnosi medica per chi ha una forte identificazione con il sesso opposto a quello biologico. La sua inclusione nel manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM V) dell’Associazione psichiatrica americana è oggi oggetto di polemiche nelle comunità transgender in quanto implica che si tratti di una mallattia mentale anzichè di un’identità.</p>
<p>Il gender o genere è il risultato di un’insieme di elementi: i cromosomi (x e y), gli organi genitali interni ed esterni, gli ormoni (testosterone ed estrogeni), la psicologia e la cultura (comportamenti sociali maschili e femminili).</p>
<p>I cisgender si identificano con il sesso assegnato alla nascita, i transgender no.</p>
<p>Alcune persone sentono di avere un’identità di genere interiore analoga all’altro sesso. Alcuni individui non sentono di appartenere a nessuna delle due categorie e rifiutano qualsiasi appartenenza di genere.</p>
<p>Appena il bambino inizia ad utilizzare il linguaggio verbale, percepisce quasi sempre un’identità di genere conforme al proprio sesso biologico. Di solito, i bambini si percepiscono come maschi e femmine, alcuni invece, di genere fluido o di nessun genere.</p>
<p>Intorno ai due anni il bambino è consapevole delle differenze fisiche tra maschi e femmine, intorno ai quattro anni ha chiara la sua identità di genere e si comporta in base ai propri ruoli quando si tratta di scegliere vestiti, giochi e giocattoli. Con lo sviluppo tale percezione relativa alla propria identità può diventare meno netta.</p>
<p>Può capitare che un maschio voglia usare abiti femminili o giochi per bambine, che provi disgusto per i propri organi genitali e che ci sia un netto rifiuto per il pene, i testicoli o la vagina,  il maschietto può ostinarsi a fare la pipì seduto e la bambina-adolescente può rifiutare il seno e la comparsa delle mestruazioni. L’idea che questi bambini hanno di sé è quella di non appartenere al sesso assegnato alla nascita, sentono invece un’appartenenza al sesso opposto o a nessun genere. Per alcuni bambini, l’identificazione con l’altro genere è temporanea, per altri la percezione diviene costante e durevole nel tempo e questo, li porterà a diventare adulti transgender.</p>
<p>Le cause sono biologiche, sociali e psicologiche, anche se non c’è alcuna conferma che esista una correlazione tra transgenderismo, cure genitoriali e traumi infantili.</p>
<p>In assenza di una rete di supporto, il bambino sperimenterebbe sentimenti di rifiuto, vergogna e sensi di colpa incrementando in tal modo difficoltà psichiche e disagi relazionali.</p>
<p>Nell’adolescenza sono infatti frequenti, disturbi dll’alimentazione, bullismo, autolesionismo e tentativi di suicidio.</p>
<p>Per queste ovvie ragioni sembra essere di fondamentale rilevanza, l’accoglienza non giudicante nei confronti del bambino da parte della famiglia e del gruppo dei pari.</p>
<p>La psicoterapia di gruppo per i genitori e i bambini è di grande aiuto per fare in modo che essi diventino degli adulti consapevoli e con abilità di coping. Sostenere l’identità, la speranza e la famiglia nell’incertezza attraverso un lavoro con un’equipe multidisciplinare, diventa di rilevante importanza. L’approccio non dovrebbe essere restrittivo ma volto sempre a promuovere il benessere psicofisico del bambino.</p>
<p>L’ambiente influisce sui comportamenti, l’identità di genere è una percezione interna, tale senso di sé interno, relativo al genere, non è una malattia ma un’identità, per questo è fondamentale capire dove porta la sua percezione e non bloccarla.</p>
<p>La pubertà è un periodo cruciale perchè si sviluppano i tratti sessuali secondari che corrispondono contemporaneamente ai cambiamenti dell’ambiente sociale, come ad esempio, essere trattati apertamente come membro del sesso assegnato alla nascita.</p>
<p>Il periodo tra 10 e 13 anni è decisivo per questi bambini, perché essi diventano consapevoli della persistenza dell’identità di genere. Nella maggior parte dei casi, la disforia di genere scomparirà prima o con l’inizio della pubertà, (desister), alcuni di loro, continueranno invece a manifestare disforia (persister). Inoltre molti di essi svilupperanno omosessualità o bisessualità.</p>
<p>Discriminare tra bambini persister e desister, per orientare in maniera realistica e mirata l’intervento multidisciplinare, è uno degli obiettivi primari per la presa in carico del bambino.</p>
<p>Alcuni recenti studi affermano che ci può essere una correlazione tra condizioni dello spettro autistico e disforia di genere. Più il divario tra empatia e tendenza alla sistematizzazione e alla schematizzazione è ampio, più è grande il rischio di autismo nel bambino con disforia di genere.</p>
<p>La possibilità di interventi fisici dovrebbe essere valutata con molta cautela da parte di un equipe di esperti e l’intervento chirurgico non preso mai in considerazione prima dell’età adulta.</p>
<p>È fondamentale che i genitori assumano un atteggiamento caratterizzato da accettazione, comprensione e amore incondizionato verso il proprio figlio.  Il bambino con un’organizzazione atipica dell’identità di genere deve sentirsi amato, non giudicato e  accettato per quello che sente di essere nel profondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/services/bambini-transgender-e-disforia-di-genere/">Bambini transgender e disforia di genere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intendersi su Identità e Identità di genere</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/services/intendersi-su-identita-e-identita-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2018 14:37:43 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://nuovoseghenzi.gabriellaseghenzi.it/?post_type=services&#038;p=1308</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di Identità di genere si fa riferimento alla corrispondenza o meno fra sesso e genere, quindi alla rappresentazione di sé a prescindere dal sesso biologico di appartenenza. Secondo la teoria transgender le identità di genere di una persona non possono essere semplicemente incasellate nei due sessi: maschio o femmina. Secondo le comunità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/services/intendersi-su-identita-e-identita-di-genere/">Intendersi su Identità e Identità di genere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di Identità di genere si fa riferimento alla corrispondenza o meno fra sesso e genere, quindi alla rappresentazione di sé a prescindere dal sesso biologico di appartenenza. Secondo la teoria transgender le identità di genere di una persona non possono essere semplicemente incasellate nei due sessi: maschio o femmina. Secondo le comunità trans questi due stati rappresentano un continuum di possibili variabili di genere tra maschio e femmina.</p>
<p>Attualmente il termine “transgender” si sostituisce a quello di “transessualismo” il quale nasce all’interno del movimento per i diritti delle persone trans, in opposizione all&#8217;accezione di  “disturbo&#8221; del termine, assegnato alla parola transessualismo dalle discipline mediche-psichiatriche. Tuttavia, poiché in molte nazioni è necessaria una diagnosi medica per accedere ai vari trattamenti tra cui anche l’intervento chirurgico per il cambio di sesso, una diagnosi di disforia di genere può consentire l’accesso a cure farmacologiche e interventi medici di falloplastica e vaginoplastica.</p>
<p>Intorno ai tre anni tutti i bambini affermano, con la crescita, un’identità di genere, maschio o femmina, che si stabilizza o in alcuni casi può divenire meno netta.</p>
<p>La presenza di interesse per il sesso opposto fa parte di una fase normale dello sviluppo e può rappresentare un periodo transitorio; in altri casi invece, può rappresentare un segno di disagio nello sviluppo affettivo del bambino, indicando un disturbo vero e proprio dell’identità di genere dell’infanzia.</p>
<p>Il bambino non accetta il proprio corpo e rifiuta i propri organi genitali. L’inizio del DIG  si colloca di solito tra il primo e il terzo anno di vita.  Il bambino presenta allora fantasie appartenenti al sesso opposto. I maschi preferiscono il gioco con le bambole, dichiarano il loro desiderio di non avere il pene, lo nascondono tra le gambe e fanno la pipì seduti. Le bambine pretendono di vestirsi da maschi, imitando il padre.</p>
<p>Pertanto, se manifestare fantasie e comportamenti legati al sesso opposto è normale nei bambini piccoli, la differenza sta nel grado in cui si manifestano tali condotte. Il bambino che soffre di un disturbo dell’identità di genere ha comportamenti rigidi e persistenti nel tempo.</p>
<p>La maggior parte degli studi clinici in questo campo concordano sul fatto che il transessualismo sia il risultato di una combinazione  complessa di fattori bio-socio-psicologici. Il delicato processo di acquisizione dell’identità di genere durante l’adolescenza si sviluppa nel contesto di rapporti affettivamente significativi e dell’ambiente socio-educativo, in base a caratteristiche biologiche predisponenti. La persona transessuale non &#8220;sceglie di essere tale, ma segue questa via perché nessun’altra soluzione è psichicamente accettabile&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Uno sguardo alla psicodinamica del disturbo dell’identità di genere</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Per Robert Stoller le cause psicologiche del disturbo dell’identità di genere si collocano nella relazione primaria tra madre e bambino. Nel maschio, destinato a soffrire di un disturbo dell’identità di genere, il disturbo troverebbe la sua causa psicologica nel rapporto simbiotico tra madre e figlio dove non c’è spazio per la figura paterna, ma solo un’eccessiva identificazione con il materno. Il padre viene escluso ed allontanato emotivamente dal rapporto tra madre e figlio.</p>
<p>L’amore materno quando è sano, crea una stabilità affettiva che porta l’individuo, una volta adulto, a relazionarsi in maniera adeguata con l’altro. Le patologie psichiche invece, derivano da un rapporto materno simbiotico, dove la figura paterna viene esclusa, impedendo al bambino di rapportarsi adeguatamente con la realtà. Il padre dunque è portatore di un significato simbolico di relazione con la realtà esterna in contrasto col rapporto simbiotico interno che si crea naturalmente alla nascita tra madre e bambino. La relazione esclusiva della madre con il bambino non permetterebbe al padre di proporsi come presenza significativa nella quale egli possa identificarsi e, allo stesso tempo, il rapporto simbiotico con la madre non ne favorirebbe lo sviluppo della mascolinità.</p>
<p>Per Stoller il bambino può assumere un significato fallico per una madre problematica, che si sente rifiutata dal coniuge.</p>
<p>Nella bambina il disturbo dell’identità di genere può derivare dall’inadeguatezza e dall’assenza emotiva della madre oppure da una forte identificazione con la figura paterna. Il ruolo paterno ha un’importanza fondamentale nello sviluppo di fantasie transessuali e la sua assenza o la sua eccessiva presenza  non favorisce il processo di separazione-individuazione del bambino.</p>
<p>Sembra opportuno ricordare che il termine &#8220;separazione&#8221; trova in sé la radice etimologica del significato di sè-parazione ovvero: &#8220;preparazione del Sè&#8221;.</p>
<p>Il bambino si identifica con la madre emulandola fisicamente nell’illusione di ritrovare in lei la fusione infantile. Nella femmina l’assenza emotiva della madre svilupperebbe un’angoscia di separazione che la porterebbe ad identificarsi con la figura paterna.</p>
<p>Il disturbo dell’identità di genere nasce pertanto come risoluzione per soddisfare il bisogno di integrazione psichica anche in presenza di eventi traumatici dovuti a perdita o all’ansia di separazione in caso di rapporti conflittuali con le figure di riferimento.</p>
<p>L’intenso disagio per il proprio corpo vissuto con radicale estraneità viene attenuato dalla possibilità al ricorso medico e alla richiesta di ri-assegnazione chirurgica del sesso attraverso la vaginoplastica o la falloplastica.</p>
<p>Per una femmina, ottenere un pene attraverso l’intervento chirurgico, può avere il significato di riparazione  del rifiuto materno per avere sempre desiderato un figlio maschio. La fantasia inconscia sarebbe quella di diventare maschio avendo così finalmente, la possibilità di essere amata e accettata.</p>
<p>La madre che svaluta la bambina per i suoi atteggiamenti femminili o per il sesso biologico di appartenenza, ostacola il naturale processo di identificazione con lei e favorisce lo sviluppo di atteggiamenti di ruolo maschili, così come un padre che disprezza il femminile, può favorire nella figlia attitudini maschili.</p>
<p>Ancora, la mancanza di una figura maschile forte ed autorevole può indurre fantasie di divenire &#8220;l’uomo di casa&#8221;. Una madre che teme il mondo maschile, tenderà a crescere il figlio in modo tale che si discosti dai canoni tipici del ruolo ed il bambino cercherà inconsapevolmente di soddisfarla.</p>
<p>Le aspettative dei genitori riguardo al desiderio di avere un maschio o una femmina e la  conseguente valorizzazione o svalutazione della mascolinità o femminilità inducono modelli di holding differenziati per i maschi e per le femmine.</p>
<p>Le interazioni tra il genitore e il bambino durante le funzioni corporee connesse ai genitali sono fondamentali per l’emergere di un’identità corporea. Solo nell’ambito della relazione di cura con il caregiver il bambino sperimenta il suo sé corporeo e la percezione di esistere come maschio o come femmina.</p>
<p>Secondo Di Ceglie, una volta stabilitasi l’organizzazione atipica dell’identità di genere- Atypical Gender Identity Organization- AGIO- come risposta ad un trauma, essa diventa un tratto stabile. Anche gli stereotipi di genere inculcati dalla società e dalla cultura nei bambini li orientano nell’interpretazione della realtà. Person afferma, a questo proposito, che la psicologia del genere è in parte la psicologia del conformismo, considerando quanto siano influenti le pressioni socio- culturali sull&#8217;espressione del comportamento maschile o femminile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Definizioni di genere</strong></p>
<p><strong>Agender.</strong> Individuo che non si riconosce in un genere classificabile come maschio o femmina o che non si identifica con alcuna identità di genere</p>
<p><strong>Androgino</strong>. Insieme di tratti maschili  o femminili o espressione di genere non tradizionale.</p>
<p><strong>Asessuale. </strong>Colui che non prova attrazione sessuale.</p>
<p><strong>Cisgender. </strong>Persona che si identifica con il sesso biologico assegnato alla nascita.</p>
<p><strong>Disforia di genere</strong>. Detta anche &#8220;disturbo dell’identità di genere&#8221; è la persona che ha una forte identificazione con il sesso opposto a quello di nascita. Il fatto che il DSM nelle sue varie edizioni la consideri un disturbo, è oggetto di polemiche tra i transgender in quanto il significato allude ad una malattia mentale e non a un’identità. Anche il termine transessualismo, il cui significato è da  sempre stato associato ad una psicopatologia, è oggi sostituito a fatica col termine “transgender”. Questo nasce infatti all’interno del movimento per i diritti delle persone trans, in opposizione pertanto al significato assegnato alla parola transessualismo delle discipline mediche.</p>
<p><strong>Espressione di genere.</strong> fa riferimento al modo in cui una persona esplicita agli altri il proprio genere attraverso l’abbigliamento, il trucco, il modo di fare e il linguaggio corporeo.</p>
<p><strong>Genere binario</strong>. Classificazione di genere basato esclusivamente sul sesso assegnato alla nascita.</p>
<p><strong>Genere non binario</strong>. Genere non contemplato nella definizione dicotomica.</p>
<p><strong>Genderfluid/</strong> <strong>Genderqueer</strong> . Persona la cui identità di genere oscilla tra maschile e femminile.</p>
<p><strong>Identità di genere</strong>. Consapevolezza del genere in cui si identifica.</p>
<p><strong>Intersessuale.</strong> Persona con disturbo dello sviluppo sessuale dovuto a fattori genetici, genitali o ormonali che ha come esito un corpo di dubbia classificazione maschile o femminile.</p>
<p><strong>LGBTQ</strong>. Acronimo indicante comunità lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer.</p>
<p><strong>Orientamento sessuale. </strong>Preferenza sessuale di un individuo che può essere attratto da persone dello stesso sesso, del sesso opposto, di entrambi i sessi a prescindere dal sesso o dal genere. L&#8217;orientamento sessuale è diretto verso l&#8217;esterno, mentre l&#8217;identità di genere riguarda il senso di Sè interno.</p>
<p><strong>Transgender.</strong> Persona la cui identità di genere non corrisponde al sesso biologico alla nascita.</p>
<p><strong>Transizione medica. </strong>Trattamenti chirurgici per il cambiamento dei caratteri sessuali primari, per il cambio di sesso; farmacologici per quelli secondari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Giusy Scopacasa</em></strong></p>
<p><em>Psicologa Clinica Psicoterapeuta</em></p>
<p><em>Individuale,, di gruppo, di Coppia e Famiglia.</em></p>
<p><em>Specialista del trauma complesso. Ipnoterapeuta.</em></p>
<p><em> </em><em> </em></p>
<p><strong><em>Gabriella Seghenzi</em></strong></p>
<p><em>Psicologa Clinica Psicoterapeuta, Individuale, di Gruppo, di Coppia.</em></p>
<p><em>Sessuologa, Terapeuta EMDR.</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/services/intendersi-su-identita-e-identita-di-genere/">Intendersi su Identità e Identità di genere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vaginismo e gruppi di supporto</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/services/vaginismo-e-gruppi-di-supporto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Nov 2017 10:14:54 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://nuovoseghenzi.gabriellaseghenzi.it/?post_type=services&#038;p=245</guid>

					<description><![CDATA[<p>È la disfunzione sessuale più diffusa dopo l’anorgasmia ed è caratterizzata dalla contrazione involontaria della muscolatura della vagina che non permette la penetrazione.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/services/vaginismo-e-gruppi-di-supporto/">Vaginismo e gruppi di supporto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È la disfunzione sessuale più diffusa dopo l’anorgasmia ed è caratterizzata dalla contrazione involontaria della muscolatura della vagina che non permette la penetrazione. Il tentativo di avere un rapporto sessuale completo causa dolore.Più precisamente si tratta dello spasmo involontario dei muscoli del terzo esterno della vagina. Esso non ha alcuna causa organica, ma è caratterizzato dal forte timore della penetrazione. Il disturbo presenta diversi gradi di intensità e l’ansia è collegata al rapporto sessuale fino ad arrivare ad una vera e propria fobia che produce lo spasmo.A volte questa difficoltà è riscontrabile in entrambi i partner, lei ha paura di essere penetrata e lui di penetrare per il timore di non riuscire a mantenere l’erezione o di eiaculare in fretta. Sono le cosiddette “coppie ad incastro”, dove la disfunzione sessuale è funzionale al mantenimento della relazione. Cioè, detto in parole povere, il disturbo serve alla coppia per evitare di entrare davvero in contatto con l’altro, per evitare, insomma, l’intimità.In genere entrambi i partner hanno poca esperienza con la sessualità, molti di loro hanno avuto un’educazione severa e permeata di tabù.Spesso queste donne arrivano a richiedere una terapia solo quando hanno deciso di avere un figlio e si rendono conto dell’impossibilità di avere un rapporto sessuale completo.Una caratteristica delle donne vaginismiche è quella di non avere mai effettuato una vera e propria visita ginecologica a causa della fobia di essere toccate, l’altra caratteristica è quella di non usare tamponi vaginali. Alcune di loro si lavano con una spugna gli organi genitali evitando contatti con le mani.</p>
<h4>COSA FAVORISCE L’INSORGENZA DEL VAGINISMO?</h4>
<p>Un’educazione sessuofobica che associa la sessualità e il piacere alla vergogna e al senso di colpa. Non sempre alla base ci sono traumi o abusi sessuali, spesso la paura inconscia del parto o della deflorazione basta ad innescare questa disfunzione. Il vaginismo è un disturbo psicosomatico legato al timore di essere “invasa”, di perdere il controllo di se stesse.</p>
<h4>IN COSA CONSISTE LA TERAPIA DEL VAGINISMO?</h4>
<p>La terapia psicosessuologica prende in esame il carico d’ansia che è alla base del vaginismo, viene inoltre insegnato alla donna a prendere confidenza con il proprio corpo e con la propria sessualità attraverso mansioni da svolgere a casa, quasi sempre con esito positivo.</p>
<ul>
<li>Terapia individuale</li>
<li>terapia di coppia</li>
<li>Terapia di gruppo:</li>
</ul>
<p>E’ attivo un gruppo terapeutico e di supporto per donne che soffrono o che hanno sofferto di vaginismo o di disturbi da dolore sessuale. Il gruppo si fonda sui principi teorici della psicologia della Gestalt e della sessuologia. Esso si rivolge a coloro che desiderano lavorare su se stesse per migliorare i propri vissuti e le relazioni con gli altri attraverso il riconoscimento delle proprie sensazioni corporee ed emozioni. La donna impara a “sentirsi” e a fare un percorso di crescita interiore. Il gruppo è un’occasione unica per migliorare la consapevolezza di sè attraverso la condivisione di esperienze comuni.</p>
<p>Gruppo Gestalt condotto dalla dottoressa Gabriella Seghenzi e dalla dottoressa Giusi Scopacasa si svolgerà in un ambiente accogliente, scalzi e seduti in cerchio al fine di agevolare i processi comunicativi. E’ importante che le partecipanti abbiano la capacità di condivisione, apertura e rispetto per gli altri. Il principio fondamentale su cui si basa il gruppo è la riservatezza e la capacità a mettersi in discussione. Pertanto verrà effettuato un colloquio preliminare gratuito con una delle conduttrici.</p>
<p>Max. 8- 10 partecipanti</p>
<p>incontri a cadenza settimanale</p>
<p>durata degli incontri: 2 ore</p>
<p>per informazioni scrivere una mail a: info@gabriellaseghenzi.it</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/services/vaginismo-e-gruppi-di-supporto/">Vaginismo e gruppi di supporto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Disturbo Sessuale</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/services/disturbo-sessuale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 10:10:22 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://nuovoseghenzi.gabriellaseghenzi.it/?post_type=services&#038;p=244</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il problema sessuale spesso indica un problema legato alla coppia e ad una cattiva gestione dell’intimità. Le coppie, nell’esperienza psicoterapeutica, riferiscono sovente, che tutto nella loro storia,  procede bene tranne il sesso, in questi casi, problemi più profondi della relazione trovano sfogo nel disagio sessuale. Spesso l’aggressività per il sesso opposto determina problemi sessuologici che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/services/disturbo-sessuale/">Disturbo Sessuale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema sessuale spesso indica un problema legato alla coppia e ad una cattiva gestione dell’intimità.</p>
<p>Le coppie, nell’esperienza psicoterapeutica, riferiscono sovente, che tutto nella loro storia,  procede bene tranne il sesso, in questi casi, problemi più profondi della relazione trovano sfogo nel disagio sessuale. Spesso l’aggressività per il sesso opposto determina problemi sessuologici che apparentemente sembrano estranei alla coppia. In realtà, l’aggressività repressa, l’eccessiva compiacenza nella vita quotidiana, l’incapacità di dire di no e la mancanza di sani confini  si esplicitano attraverso il sintomo sessuale. Questo indica che nelle coppie dove tutto sembra essere perfetto, tranne appunto la sessualità, in realtà nascondono un disagio ben più profondo legato all’intimità e a problemi di attaccamento.</p>
<p>Inoltre non si può disgiungere il comportamento sessuale di un individuo dalla sua personalità complessiva. Il modo di vivere l’erotismo  non si può modificare senza che avvengano cambiamenti relativi della personalità. La sessualità di un individuo rispecchia la sua personalità, così come la personalità di un individuo riflette il suo comportamento sessuale.</p>
<p>Se la sessualità viene vissuta come una prestazione anziché come espressione del proprio desiderio e delle proprie sensazioni, il fallimento è inevitabile. Quando la sessualità è una forma di esibizione per impressionare il partner o quando il piacere dell’altro è più importante della propria soddisfazione, il sesso perde il suo lato giocoso per diventare un vero lavoro.  i problemi legati al desiderio, all&#8217;eiaculazione precoce e alla disfunzionalità erettile sono legati a questo aspetto. Il più delle volte la mancata erezione durante il rapporto sessuale è dovuta al fatto fondamentale di avere tradito se stessi ed il proprio corpo, ignorando le proprie sensazioni per mettere in risalto  solo una forma perversa di prestazione.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/services/disturbo-sessuale/">Disturbo Sessuale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>EMDR e terapia del trauma</title>
		<link>https://www.gabriellaseghenzi.it/services/emdr-e-terapia-del-trauma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Seghenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 11:12:27 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://nuovoseghenzi.gabriellaseghenzi.it/?post_type=services&#038;p=248</guid>

					<description><![CDATA[<p>Depression is currently fourth among the top 10 leading causes of the global burden</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/services/emdr-e-terapia-del-trauma/">EMDR e terapia del trauma</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Eye Movement Desensitization and Reprocessing (E.M.D.R.) come trattamento del trauma, esso permette la risoluzione del disturbo psichico legato ad esperienze emotivamente stressanti e traumatiche. Questa tecnica psicoterapeutica si è dimostrata efficace per il disturbo post traumatico da stress e per i traumi cronici. La tecnica dell’EMDR consente la risoluzione adattiva di esperienze traumatiche ed emotivamente stressanti memorizzate in maniera disfunzionale, le quali creano dei sintomi disadattavi e disagio marcato nell’individuo.</p>
<p>l’EMDR si è dimostrato efficace non solo nel disturbo post traumatico da stress ma anche in disturbi quali:</p>
<ul>
<li>fobie</li>
<li>disturbi di panico</li>
<li>disturbo d’ansia generalizzato</li>
<li>problemi legati all’autostima</li>
<li>lutto</li>
<li>disfunzioni sessuali</li>
<li>dolore cronico</li>
<li>depressione</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it/services/emdr-e-terapia-del-trauma/">EMDR e terapia del trauma</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.gabriellaseghenzi.it">Gabriella Seghenzi Psicologa Sessuologa - Psicoterapeuta Sassari</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
